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Visualizzazione dei post da maggio, 2014

VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO SUPERIORE DOC (2012) - AZIENDA AGRICOLA FRATELLI BUCCI

Verdicchio Superiore di Bucci Se il Verdicchio è passato da essere considerato un vino di scarsa qualità da rifilare a qualche sprovveduto turista a uno dei migliori bianchi italiani (secondo alcuni tra i primi tre), in buona parte lo dobbiamo ad Ampelio Bucci, che a metà degli anni '70 ha incominciato a piantare questo vitigno autoctono, vendendolo prima all'ingrosso e poi, grazie alla consulenza enologica di Giorgio Grai, a imbottigliare un Verdicchio che negli anni è riuscito a imporsi come vino di qualità,  anche con il prezioso aiuto delle guide specializzate di settore, come ad esempio il Gambero Rosso che nel 2001 lo hanno decretato il miglior bianco italiano. Nell'azienda si produce anche grano e altre colture in rotazione che gli hanno consentito di ottenere la certificazione biologica in tempi non sospetti, quasi più una necessità e un credo rispetto ad una moda o tendenza. Fondamentale per l'azienda è stata la decisione di puntare decisamente sulla

LE QUERCE DOLCETTO D'ALBA DOC (2013) - AGRICOLA MOLINO

Dolcetto di Agricola Molino Il dolcetto è il vino da pasto dei piemontesi per la sua semplicità e adattabilità ai piatti di tutti i giorni. Molti lo snobbano, considerandolo vino da serie B e fanno male perchè può dare belle soddisfazioni a prezzi accettabili. Le prime testimonianze storiche risalgono al 1593, quando un documento comunale raccomandava ai contadini di vendemmiare con uve dolcetto mature per ottenere un vino qualitativamente migliore. Questa uva, originaria del Monferrato e la cui coltivazione si estende fino alle prime propaggini della Liguria dove è chiamata Ormeasco, ha il pregio di raggiungere la corretta maturazione almeno quattro settimane prima del Nebbiolo e di conseguenza può essere coltivata nelle zone collinari con l'esposizione meno favorevole rispetto ad altre che hanno bisogno di una esposizione ai raggi solari ottimale per poter raggiungere la maturazione. Un'altra caratteristica è quella di avere una bassa acidità compensata in parte da b

SUDTIROL ALTO ADIGE DOC (2012) - JOSEF HOFSTATTER

Merlot-Cabernet di Hofstatter Un classico, praticamente ogni anno mi capita di bere per diverse ragioni almeno un vino di questa bella realtà altoatesina e la prima ragione, ca va sans dire, è la facile reperibilità dei loro prodotti, presenti nella Gdo in maniera capillare. Poi c'è la certezza di una buona bevuta; sono vini ben fatti, che raramente deludono, niente di meglio se si vuole andare sul sicuro senza rischiare l'improbabile bevuta di un vino naturale o la scoperta di uno sconosciuto vitigno autoctono di una sperduta valle dell'appennino centro-meridionale. E ancora la fama di produttore serio, impegnato nella produzione di vini puliti e mai scorbutici, a cui si sommano le positive esperienze personali di molti anni passati, magari anche di quando di vino non se ne capiva una beata m... e quando si terminava una bicchiere l'aggettivo più utilizzato era 'buono' ...... senza niente altri fronzoli o ricercatezze da sommelier della domenica. Eppure

CARMIGNANO RISERVA DOCG (2009) - FATTORIA ARTIMINO

Carmignano di Artimino Era da un po' di tempo che volevo assaggiare una bottiglia dj Carmignano, un vino Docg che viene prodotto in Toscana nei comuni di Carmignano e Poggio in Caiano, in provincia di Prato e che rappresenta una di quelle piccole realtà locali di cui l'Italia è fiorente e che la rendono unica nel panorama vitivinicolo internazionale. Il Carmignano oltre ad avere una origine antichissima, pare infatti che nella zona i primi a coltivare l'uva furono gli Etruschi che poi passarono il testimone ai Romani, è un po' l'antesignano dei moderni supertuscans in quanto ad un vitigno molto diffuso in centro Italia come il Sangiovese, vengono aggiunte quantità più o meno variabili di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, oltre a piccole percentuali di altri vitigni autoctoni. L'occasione si è presentata in Gdo quando ho trovato il Carmignano riserva di Artimino ad un prezzo molto invitante e ho quindi rotto gli indugi portandomi a casa la bottiglia c

MARCHE IGP PASSERINA (2013) E ROSSO PICENO DOP SUPERIORE (2009) - CANTINA OFFIDA

Passerina di Cantina Offida La Cantina Offida nasce negli anni '70 e ben presto diventa un punto di riferimento per i vignaioli della zona che ne conferiscono l'uva. Nel 2010 viene acquisita da un gruppo vitivinicolo picenese che introduce importanti miglioramenti qualitivi, lavori di zonazione sulle vigne più vocate e tecniche di cantina all'avanguardia. La Passerina è un vitigno che si caratterizza per una buona capacità di accumulo degli zuccheri e il mantenimento di un elevato livello di acidità anche in prossimità della vendemmia, oltre ad una certa buona resistenza ad alcune malattie comuni nella vite come la botrite. È accertato che appartiene alla grande categoria dei trebbiani; ad una crisi subita negli anni sessanta che si è protratta per diverso tempo, sta recentemente attraversando un periodo di riabilitazione grazie alla buona dose di acidità contenuta nell'uva. La Passerina della Cantina Offida è un vino semplice, immediato come tutti i vini

SIBILLA LANGHE ARNEIS DOC (2013) - AZIENDA AGRICOLA MOLINO

Sibilla Arneis di Agricola Molino L'Azienda Agricola Molino produce vino dagli anni '50 con il nonno Virginio. Affonda le sue radici a Treiso, nel Piemonte langarolo, su colline da sempre vocate alla coltivazione della vite e in particolare sulla collina Ausario, una specie di cru se volessimo usare un termine caro ai cugini francesi. L'azienda produce Barbaresco, Dolcetto, Moscato, Nebbiolo, Arneis e Barbera, in sostanza quanto di più piemontese ci possa essere (le manca solo il Barolo); e piemontese è il modo di coltivare la vite, con una attenta selezione in vigna e un lavoro in cantina che privilegia una impostazione del lavoro 'modernista', cosa che potrebbe far storcere il naso ai tradizionalisti-puristi-integralisti. Ho assaggiato il Sibilla da uve Arneis, annata 2013, con un 13% di volume alcolico. Dal sito aziendale si legge che nasce dall'incontro di due terreni diversi, uno sulle pendici est di Treiso (Langhe) e l'altro sul versante sud

BRACHETTO D'AQUI BRAIDA DOCG (2013) - BRAIDA

Non sapevo decidermi, davanti agli scaffali del supermercato. Vino dolce di sicuro, da abbinare ad una torta tartufata, ma quale? I moscati in esposizione non mi entusiasmavano, poi l'occhio mi è caduto sul Brachetto di Braida, che è finito dritto nel carrello, perché Braida per me è una garanzia, un po' come un libro di Einaudi o come un cd di jazz di Ecm. Fresco, con il tipico e netto profumo di rosa e la fragranza dei vini aromatici, sa sposarsi perfettamente con moltissimi tipi di dolci. Come spesso succede per questo tipo di vini, è considerato di serie B in quanto dolce, al più da proporre alla categoria dei 'quasi astemi' che immancabilmente si ritrovano in ogni pranzo o cena o cerimonia, anche se in netta e ostinata minoranza. Il colore è quasi indescrivibile se si vuole utilizzare la tipica scala proposta dall'Ais, sembra quasi più un analcolico a cui siano stati aggiunti coloranti, un Campari un po' slavato. Il bouquet è tipico delle u

CAPITEL DELLA CROSARA AMARONE DOC (2008) - MONTRESOR

Tradizione e modernità, grandi numeri ma anche qualità hanno da sempre accompagnato la storia di Montresor, azienda con sede a Verona ma con vigne e proprietà sparse praticamente in tutta Italia. In Piemonte con il marchio Brovida Cordara, in Sicilia con Doricum, in Campania con Principe di San Framonti oltre a molte altre tenute. Ma è dal Veneto che sono partiti ed è qui hanno le produzioni più importanti. La composizione dell'Amarone è un classico Corvina al 60%, Rondinella al 30%, Molinana e Oseleta al 5%. La vigna da cui si produce l'Amarone è posizionata nel comune di Negrar. Non mi starò a dilungare sul metodo di produzione che credo tutti conoscano, mi limiterò invece a dire che viene prodotto in maniera classica. Ebbene siamo quasi fuori tempo massimo per bere un vino di corpo e strutturato come l'Amarone, con le temperature che piano piano si alzano. In genere sono tra quelli che sceglie il vino in base alla stagione e con il caldo bere vino rosso a &

OPPIDUM MOSCATO DI TERRACINA DOC (2012) - SANT'ANDREA

Oppidum di Sant'Andrea Alcune volte si ha bisogno di un vino conosciuto, senza sorprese, magari con l'esigenza ad una cena di soddisfare un pubblico più ampio possibile. In questo caso i classici vitigni internazionali (Chardonnay, Merlot, Cabernet ecc) danno quasi sempre una certa garanzia, chiaramente con i consueti distinguo. Altre volte invece si può sentire la necessità di sperimentare, si ha voglia di provare qualcosa di nuovo e diverso dai soliti vini, magari buoni ma in alcuni casi tutti un po' omologati. Se siete in quest'ultimo stato d'animo l'Oppidum della Cantina Sant'Andrea non vi lascerà delusi. Dietro alla interessante storia della famiglia Pandolfo, originari della Sicilia, emigrati in Tunisia e poi stabilitisi a Terracina, c'è il filo conduttore della vite. Il Vigneto di Terracina, dove viene prodotto questo interessante Oppidum, ha una estensione di circa 15 ettari, un terreno carsico a circa 400 mslm e vigne immerse nel verde

IDIOM (2005) - BOTTEGA FAMILY WINE

Il sudafrica è una nazione che sta facendo dei progressi enologici davvero notevoli. Se si pensa che fino alla fine degli anni 80, tutto il vino prodotto era destinato al solo consumo interno causa embargo commerciale dovuto all'apartheid e di qualità piuttosto bassa, si fa fatica a credere nei miglioramenti qualitativi intervenuti. Peraltro i vitigni utilizzati sono i classici internazionali, con la sola eccezione del pinotage, uno strano incrocio tra l'elegante pinot nero e il rude e prolifico cinsault. La stria di Idiom è quella di una famiglia friulana, i Bottega, che negli anni 50 si trasferiscono in Sudafrica. Il primogenito Alberto, dopo la laurea in fisica nucleare e una carriera in vari settori, negli anni 80 decide di investire nel vino, con l'acquisto di terreni vocati alla coltivazione della vite nella regione di Stellenbosh. Il microclima è favorevole alla coltivazione della vite, con i freschi venti provenienti dall'oceano che tendono a ridardare l

UNICO MONTEPULCIANO D'ABRUZZO DOP (2011) - TENUTA ULISSE

Con questo post colmo una lacuna gravissima di questo blog, che consiste nel non aver mai scritto nulla su una splendida regione come l'Abruzzo. Da un punto di vista enologico, il Montepulciano è chiaramente il simbolo dell'Abruzzo, anche se viene coltivato un po' in tutta l'Italia centrale, sia in purezza sia in blend con altre uve, in particolare con il Sangiovese, cosa che enologicamente parlando permette di ottenere una maggiore concentrazione di colore. Circa la metà del vino prodotto in Abruzzo è Montepulciano; questo dato è molto importante perchè fa capire come il vitigno si sia adattato bene in queste terre anche se in generale predilige le zone siccitose. Il resto del vino prodotto in Abruzzo è diviso tra Trebbiano abruzzese, Sangiovese, Regina, Cococciola, Manzoni bianco, Malvasia bianca di Candia, e altri. In grande espansione anche Passerina e Pecorino, coltivati soprattutto dai produttori di medie e grandi dimensioni per ampliare la gamma mantenendo