lunedì 22 febbraio 2016

Tra il Barbaresco e il Barolo del Piemonte

Barbaresco dei Produttori di Barbaresco


Finalmente torno al mio amato Piemonte e lo faccio con due prodotti di grandissimo spessore, come il Barbaresco dei Produttori di Barbaresco e il Barolo di Brezza.

Per il Barbaresco si tratta di una Riserva 2007 della straordinaria cooperativa dei Produttori di Barbaresco, con vigna posizionata a Montefico, un vero e proprio cru come direbbero gli amici francesi, anche se forse meno famoso di Pajorè, altro cru di altissimo valore.
Il Barbaresco fino all'arrivo sulla scena di Gaja era considerato una specie di sostituto del Barolo, ma con il tempo e grazie alla caparbietà di alcuni grandi produttori ha saputo crearsi un percorso di grande attenzione da parte dei consumatori, che ne riconoscono le peculiarità e la capacità di dare vita a vini piacevoli, complessi, strutturati ma di beva più semplice rispetto al Barolo e questo soprattutto negli ultimi anni è una qualità molto apprezzata.
L'annata 2007 è stata di assoluto livello, in grado di non deludere i critici più critici, mentre il cru è indubbiamente uno dei più amati dagli esperti di Barbaresco e si posiziona a nord-est del paese, su suoli marnosi con buona presenza di calcare.

36 mesi in botti di rovere e 12 mesi di bottiglia ci consegnano un vino strepitoso in ogni suo aspetto olfattivo e gusto-olfattivo.
Si parte con il tipico e insistito bouquet mentolato, poi il Nebbiolo inizia il suo lungo corteggiamento olfattivo fatto di profumi complessi, profondi e di chiara raffinatezza espressiva che si sostanziano nella viola appassita, la liquirizia, l'humus, per poi passare ai frutti come la mora, la ciliegia sotto spirito, in un involucro minerale e sapido che poi ritroveremo anche al palato.
In bocca si concentra su tannini levigati ma tutt'altro che domati, una insistita freschezza che ne consegnano un prodotto ancora nella sua fase migliore (pronto secondo l'infelice termine Ais), ma impressiona anche per la potenza del sorso rivestita di una eleganza fuori dal comune e dalla chilometrica lunghezza.
Indubbiamente un prodotto di assoluto rilievo e, come spesso mi capita parlando di questa cooperativa, un rapporto qualità-prezzo con pochi paragoni sul mercato.

Barolo di Brezza

Il Barolo di Brezza me lo ha fatto conoscere l'amico Camillo, che sul Piemonte ha una conoscenza di primissimo ordine.
Nel suo piemontese girovagare, esclude senza dubbio e rimpianto i produttori di Barolo e Barbaresco 'burberi-snob' che pensano ai consumatori che visitano le loro cantine come un fastidio mal sopportato.
Brezza invece è produttore di prima classe, che da molte generazioni si occupano di Barolo, ma anche di Barbera e Nebbiolo.
Annata 2008 si conferma un Barolo molto classico, con il suo colore granato, sfoggia un naso ampio ed elegante, ma anche vibrante sulle note di frutta rossa sotto spirita e frutta nera cotta, poi vira verso le note vegetali, erba falciata, timo, rosmarino, eleganti note boisè e un principio di sentori terziari complessi come la lacca.
Il gusto si concentra su un sublime equilibrio tra componenti dure e morbide, tra l'alcol elegante, la mordidezza della glicerina e la freschezza e soprattutto la mineralità impresse nel sorso, senza dimenticare la giusta componente tannica.
Senza dubbio un Barolo dalla beva felice e coinvolgente.





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