venerdì 23 ottobre 2015

Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2016 di Daniele Cernilli


La Guida Essenziale ai Vini d'Italia di Daniele Cernilli é a mio parere una guida validamente alternativa alle conosciutissime Gambero Rosso, Guida ai Vini d'Italia e Slow Wine.
Primo perchè si concentra sull'essenziale quindi sul meglio dell'enologia italiana, poi perchè anche in questa edizione 2016 ha introdotto non poche sorprese nell'ampio ma a volte ripetitivo panorama enologico italiano.




Come il premio al miglior vino rosso italiano che è andato al Brunello di Montalcino 2010 di Cerbaiona, prodotto da Diego Molinari, che è stato premiato con un punteggio altissimo (99/100).
La produzione si sviluppa su soli 3 ettari di vigneto, mentre le bottiglie prodotte (16.000) fanno intuire una produzione poco più che artigianale, ma sarebbe meglio dire 'sartoriale' vista la qualità del prodotto finale.

Per il bianco il premio va a ad un collaudatissimo Greco di Tufo 2010 di Pietracupa, di cui nel corso degli ultimi anni abbiamo imparato ad apprezzare il Fiano di Avellino.

Il premio per le migliori bollicine va a un Trentodoc prodotto da un grande della viticoltura italiana, che ho avuto personalmente l'onore di conoscere in cantina, come Leonello Letrari http://baccanera88.blogspot.it/2013/09/letrari.html
Il suo Trentodoc 976 Riserva del Fondatore Brut 2005, con i suoi 10 anni sui lieviti, sembra contenere tutta l'esperienza di Lionello che già da giovanissimo e ancora prima di fondare la Letrari, girava per fare esperienza per le vigne di mezza Italia, fino a ideare il primo vino barricato italiano (Fojaneghe 1961), oltre a L'Equipe 5 uno dei più famosi spumanti degli anni '60.

Per il vino dolce dell'anno anche qui una sorpresa rispetto ai soliti noti, visto che Cernilli ci propone un passito prodotto da uve Verdicchio dei Castelli di Jesi parzialmente attaccato dalla muffa nobile chiamato Tordiruta, annata 2008 della cantina cooperativa marchigiana Terre Cortesi Moncaro di Montecarotto.

Per il miglior prodotto prezzo-qualità ci propone un nome storico della vitienologia nazionale come Dino Illuminati, che con il suo Montepulciano d'Abruzzo Ilico 2013, conferma la sua politica di produrre grandi vini a prezzi di rara onestà e lungimiranza.

Per l'azienda dell'anno ancora un outsider come la giovane, innovativa e coraggiosa cantina di Alessandro Dettori, che con tenacia e costanza realizza vini di territorio e tradizionali, attraverso una coltivazione di tipo biodinamico (di cui ho assaggiato recentemente il Renosu http://baccanera88.blogspot.it/2015/09/renosu-dettori.html ).

Nel complesso una bella guida tutta da leggere, essenziale e innovativa.


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