venerdì 1 maggio 2015

Ormeasco di Pornassio Doc (2011) - Fratelli Carli

Ormeasco dei Fratelli Carli

L'Ormeasco è il classico vino che potreste trovare solo in qualche illuminata enoteca, oppure sul posto, visto che la produzione è piuttosto scarsa essendo concentrata su meno di 40 ettari complessivi.
Parente stretto del dolcetto piemontese, si è adattato sulle medie colline della provincia di Imperia fin dal 1300, quando un editto del Podestà di Pornassio imponeva la coltivazione di questo vitigno in tutti i territori sotto la sua giurisdizione.
Il suo abitat naturale sono le colline fino a 700-800 metri di altitudine, nell'alta e media valle Arroscia, zona caratterizzata da forti escursioni termiche estive, dall'influenza di venti marini che si alternano a quelli che discendono dalle Alpi.



Nel 2003 è stata istituita la Doc Ormeasco di Pornassio con conseguente affrancamento dell'ormeasco dalla più famosa Doc Riviera Ligure di Ponente, che prevede una versione base, un superiore con un anno di affinamento, un rosato, un passito e un liquoroso.

Una delle particolarità di questo vitigno, che a mio avviso lo allontana e lo caratterizza rispetto alle versioni del classico dolcetto piemontese, è la sua capacità di invecchiare e la sorprendente complessità gusto-olfattiva.
E' un vino versatile ma che può anche possedere delle prospettive ambiziose, soprattutto in termini di invecchiamento nella versione superiore e nelle versioni che hanno fatto legno.

L'Ormeasco dei fratelli Carli, produttore famoso per la qualità del suo olio, ha un colore rubino intenso, brilla per i suoi aromi fruttati che spaziano dalla viola appassita alla confettura di prugna e susina rossa, con note leggermente speziate e minerali.
In  bocca si scopre pieno, corposo con un alcol intrigante che da struttura e pienezza al sorso succoso di frutta matura, una vena piacevolmente amarognola sul finale leggermente tannico e con un buon equilibrio complessivo.
In generale è un vino piuttosto complesso, variegato nell'impianto gusto-olfattivo, versatile sui piatti della cucina ligure territoriale che può passare dallo stoccafisso all'acquese al coniglio in umido.







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