mercoledì 4 marzo 2015

QUATTRO BUONI MOTIVI PER BERE VINO (ROSSO)


Era da tempo che volevo organizzare una bella serata tra amici e degustare buon vino, magari in abbinamento a formaggi e salumi dop. Così radunati cinque intrepidi alcolisti non anonimi e quattro eccellenti bottiglie, ci siamo ritrovati nella mia taverna con la seria intenzione di non lasciare feriti sul campo, raccontarci belle storie e sensazioni ritrovate nel bicchiere.

IL CIGNO NERO CERASUOLO DI VITTORIA DOCG ( 2012) - ROMOLO BUCCELLATO 


Si parte con il Cigno Nero, il Cerasuolo di Vittoria di Romolo Buccellato, annata 2012, dove ritroviamo, insieme ad un color rosso porpora impenetrabile, un naso intenso di frutta rossa, ciliegie e frutti di bosco, generosamente speziato e con un tocco finale di grafite.
In bocca la fitta trama tannica va a braccetto con una abbondante freschezza, forse gli manca un po' di rotondità, compensata comunque da un frutto croccante e tanta polpa.
Nel complesso un vino generoso, a tratti esuberante, che pur rientrando nella categoria 'vino da tavola', si guadagna a pieno titolo l'eccellenza.


BARBARESCO NERVO DOCG (2011) - CANTINA VIGNAIOLI
In una serata alcolica che si rispetti non poteva mancare il Piemonte, che si è materializzato con questa bottiglia di Barbaresco. Siamo sulla collina di Treiso, nel cru Nervo, con esposizione ottimale e altitudine intorno ai 340 mslm.
L'invecchiamento avviene parte in botti di rovere di Slavonia e parte in barriques da 5 hl.
Nel bicchiere si presenta di un rosso rubino alquanto scarico, tipico del Nebbiolo, mentre al naso si rivela austero, potente, con suggestioni di frutto nero maturo contaminate da un inizio di sentori terziari e leggera speziatura.
In bocca lascia spazio alla morbidezza, con un alcol elegante e tannini già ampiamente godibili e mai eccessivi. 
Forse non è il miglior Barbaresco in circolazione, ma di sicuro ha un ottimo rapporto qualità-prezzo con il vantaggio di essere affidabile e facilmente reperibile sul mercato.



DUCA ODOARDO SAGRANTINO DI MONTEFALCO DOCG (2008) - TERRE DE LA CUSTODIA


Che gran vino il Sagrantino di Montefalco 2008 Duca Odoardo, dell'azienda agricola Terre de la Custodia del Gruppo Farchioni, famosi produttori umbri di olio, che si sono avvalsi della consulenza enologica di Riccardo Cotarella.
Rosso rubino totalmente impenetrabile, archetti fitti e ravvicinati e lacrime che stanno in surplace per una eternità nel bicchiere.
Ti aspetteresti 15 gradi e invece sono 13,5, ma come si scoprirà poi in bocca la glicerina fa la sua parte.
Al naso ha un bouquet supremo di spezie, menta, cacao, frutta sotto spirito e molto altro.
L'assaggio è pieno, maturo, dalla trama tannica fittissima che produce una felice astringenza sul palato, compensata dalla generosa morbidezza della glicerina.
Il finale .... be ancora quasi mi sembra di percepirne la presenza in bocca !!!
Un vino strutturato e robusto che si tende a centellinare nel bicchiere in continua roteazione per scoprine i profumi più nascosti.


BAGA RESERVA (2008) - MARQUES DE MARIALVA



Per finire in bellezza ci siamo concessi un Baga riserva 2009, vino rosso da lungo invecchiamento prodotto nella parte centro nord del Portogallo, chiamata Bairrada.
Lo sviluppo vegetativo del Baga è molto ritardato e spesso risente delle piogge autunnali, ma negli anni in cui riesce a maturare perfettamente da vini molto simili per caratteristiche al Nebbiolo.
Vino intrigante nel sorso e furbo al palato, ho imparato ad apprezzarlo qualche giorno dopo la serata in questione quando mi 'è toccato' finire la bottiglia abbinandolo a una classica bistecca appena scottata.
Interessante bouquet che restituisce un frutto dolce e maturo, un tocco lievemente fume', pepe nero e sentori terziari di cuoio.
Il sorso spiazza un po' perche ti aspetteresti un vino morbido, invece sorprende per freschezza, vivace trama tannica, frutto maturo e croccante.


Insomma una serata vivace, piena di spunti interessanti e quattro ottimi vini e altrettanti buoni motivi per bere vino rosso.

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