giovedì 29 marzo 2018

Il Nero Ossidiana di Tenuta di Castellare (2012) dall'isola di Lipari




La Tenuta di Castellaro è una azienda vitivinicola situata sull’isola di Lipari.
Il progetto portato avanti da Massimo Lentsh e Stefania Frantoio, che si sono trasferiti sull’isola dalle terre bresciane, dopo diversi anni passati a Lipari come semplici turisti, è stato sicuramente coraggioso e ambizioso, ma all’assaggio dei loro vini si può affermare che è indubbiamente stato centrato.
Fondamentale per il progetto è stata la scelta dell’esperto enologo siciliano Salvo Foti e della sua squadra di Vigneri.
L’uva utilizzata è il corinto, un vitigno piuttosto diffuso sulle Eolie, ma praticamente sconosciuto sul resto del territorio siciliano ed utilizzato in percentuali minori da molti viticoltori per dare colore al vino.
Tenuta Castellaro ne ha invece prodotto un vino con una percentuale piuttosto alta (40%) in blend con il terroso Nero d’Avola, con risultati sorprendenti anche grazie ad un suolo del tutto particolare, con terrazzamenti che degradano verso il mare su suolo lavico, utilizzando la coltivazione biologica e di basso impatto ambientale.
Il complesso di diverse forze che agiscono sul territorio come il vento, che garantisce naturalmente la sanità dell’uva rispetto a molte malattie fungine, l’influenza salina del mare a ridosso delle vigne, il suolo vulcanico e di lapilli, che determinano chiari sentori minerali (zolfo), le forti escursioni termiche tra giorno e notte, unite ad una coltivazione biologica attenta a non snaturare tutti gli elementi naturali dell’uva portato ad un risultato sorprendente.

L’olfatto è esplosivo e i diversi sentori che lo compongono fanno a gara ad esibirsi.
Provando a fare ordine si distinguono raffinati sentori minerali (zolfo), poi seguiti da grafite, spezie, ciliegia matura con un sorprendente sottofondo di macchia mediterranea, dopo diversi bicchieri e continue olfazioni.
In bocca è altrettanto sorprendente soprattutto per lo scatto agile, ma anche per il trasporto pieno e salino del sorso.
Lunghezza infinita che lascia in bocca e al naso i ricordi di un’isola bellissima in questo piovoso inizio di primavera.



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