giovedì 20 luglio 2017

Produttori del Barbaresco: la cooperativa che riesce sempre a sorprenderti annata dopo annata



Tutti sanno che il Nebbiolo trova la sua massima espressione sulle dolci colline langarole ed in particolare sui terreni composti di argilla calcarea tipici della sponda destra del Tanaro.

In particolare la zona del Barbaresco, contenuta nei comuni di Barbaresco, Treiso e Neive, merita una particolare attenzione, sia per un rapporto qualità-prezzo molto invitante, sia per una espressione del vitigno Nebbiolo meno 'impegnativa' rispetto al suo scomodo vicino di nome Barolo.Ma basta tornare indietro di 30 anni per scoprire che la situazione non era molto simile a quella odierna.La macerazione insistita, eccessivamente prolungata ed un invecchiamento interminabile in grandi botti di rovere consegnavano un vino che spesso era pesante e già piuttosto maturo all'apertura della bottiglia.Quindi gli anni 70 e 80 hanno visto una produzione di Barbaresco molto tannico, dotato di eccessiva potenza e poco equilibrio; poi l'avvento di un pubblico che ricercava più l'equilibrio e le note fruttate hanno determinato una svolta, fino al Barbaresco come lo conosciamo oggi.
La svolta è stata coraggiosamente intrapresa da Gaja, a cui si sono subito accodati molti piccoli-medi produttori che hanno saputo crearsi un percorso di grande attenzione da parte dei consumatori, i quali ad oggi ne riconoscono le peculiarità e la capacità di dare vita a vini piacevoli, complessi, strutturati ma di beva più semplice rispetto al Barolo, ma non per questo più scontati.



La zona del Barbaresco è composta da quasi 700 ettari ed è poco aumentata nel corso degli anni, grazie alla serietà di produttori e istituzioni che hanno saputo resistere alle lusinghe del mercato.
Come già accennato ricomprende la zona a nord della città di Alba, Barbaresco, Neive e Treiso, a loro volta suddivisi in tantissime sottozone contigue, alcune più importanti e altre meno.

Tra i produttori che apprezzo sempre di più ogni volta che assaggio una loro bottiglia, la Cooperativa dei Produttori del Barbaresco da sempre producono un Barbaresco di rara finezza ed eleganza ad un prezzo davvero concorrenziale.

La caratteristica di questo cru è che nel terreno la percentuale di argilla è tendenzialmente più elevata rispetto ad altri vigneti e cru.  La collina dell’Ovello è anche mediamente più fresca, a causa della maggiore altitudine sul livello del mare e dell’influenza dei venti settentrionali cha arrivano a lambire senza ostacoli la maggior parte del vigneto. Queste caratteristiche pedoclimatiche donano tannini più aggressivi in gioventù e un frutto giovane ed esuberante. Prodotto come Riserva fin dal 1967 è anche questa una zona storica per la coltivazione del Nebbiolo.

La vinificazione avviene in acciaio per 30 giorni, seguita da 36 mesi in botti di rovere e 12 mesi di bottiglia che ci consegnano un vino dal colore tipicamente granato intenso con qualche riflesso aranciato.
Il bouquet è tipico con le sue note di confettura di amarena, viola appassita, liquirizia e intense ed eleganti note mentolate ed erbe aromatiche.
Al palato sa esprimersi alti livelli, grazie ad un sorso agile, fresco e teso, di deliziosa bevibilità nonostante tannini ancora piuttosto ruggenti,  ma anche sottile, fine e persistente. Un grande vino ad un piccolo prezzo.



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