lunedì 5 giugno 2017

Viaggio tra i vitigni autoctoni rari: Il Priè Blanc



Il Prié Blanc è il vitigno base del Blanc de Morgex et de La Salle e il suo arrivo in Valle d’Aosta si perde nella notte dei tempi.
Secondo alcune fonti il vitigno era presente in zona già al tempo dei Romani, mentre stando ad una tradizione locale venne portato in zona da un gruppo di coloni del Vallese chiamati a ripopolare la Valdigne decimata da una precedente pestilenza.
Secondo alcuni studiosi infine il Priè Blanc è un vitigno autoctono della Valle d’Aosta che nel corso del tempo ha subito modificazioni da selezioni in parte spontanee.
Di sicuro all’epoca le piante erano diverse da oggi ed avevano la funzione di produrre più uva possibile in modo da dare sostentamento ai contadini, oltre che essere utilizzate per pagare debiti e tasse.
La produzione era interamente di tipo famigliare, estremamente parcellizzata e condotta come oggi in condizioni estreme se consideriamo che i vigneti più elevati possono arrivare ai 1200 metri di altitudine.

Questo tipo di produzione è resistita fino al dopoguerra, quando la difficoltà di coltivazione è venuta sempre più a pesare rispetto alla viticoltura meccanizzata della pianura e della collina.
La viticoltura di montagna ha quindi visto un quasi generale e progressivo abbandono delle aree più impervie, dove i contadini del passato si erano spinti per sfruttare tutte le zone di coltivazione possibili.
La svolta avvenne negli anni ’70 con l’istituzione della Scuola di Agricoltura e con la nascita delle prime cooperative o ancora il Centro di Ricerca della Viticoltura di Montagna.
Infine negli anni ’80 sono arrivate le politiche di sostegno della Amministrazione Regionale, mentre verso gli anni 2000 si è assistito ad un deciso ritorno di interesse verso i vitigni autoctoni da parte dei consumatori, dopo diversi decenni nei quali si era andati verso l’omologazione del gusto con la ricerca ossessiva dei vitigni internazionali.

Ad oggi gli ettari coinvolti nella produzione di Priè Blanc sono circa 18 e rappresentano la maggior parte delle uve raccolte nei comuni di Morgex e La Salle, con scarsa possibilità di espansione viste le caratteristiche morfologiche del terreno.
In Valdigne il Priè Blanc si esprime con la massima autenticità ed originalità tipica dei vitigni presenti da sempre sul territorio.
Infatti le sue caratteristiche sono quelle di avere un ciclo vegetativo molto breve, che inizia piuttosto tardi rispetto ad altri vitigni e termina in anticipo.
Questo permette al vitigno di superare senza rischi le non infrequenti e temutissime gelate primaverili che alle volte si protraggono a queste altitudini fino a maggio e di evitare l’arrivo delle nevi.

La pianta viene coltivata su pergole molto basse, sorrette da palature in legno, per permettere all’uva di stare più vicina al terreno ricco di sassi che immagazzinano e rilasciano il calore.
Altra caratteristica importante del Priè Blanc è che l’aria asciutta della zona non favorisce la presenza delle malattie crittogamiche, mentre per quanto riguarda la fillossera qui è completamente sconosciuta in quanto l’insetto non resiste alla elevata altitudine.
Si usano quindi viti europee senza ricorrere all’innesto su piede americano, come succede alla maggior parte delle viti e questo consente di ottenere piante più sane e longeve, mentre le caratteristiche del vino risultano ancora più aderenti con il territorio e le peculiarità del vitigno.

La Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle è una cooperativa che opera dal 1983 e che può contare sull’apporto di circa 80 soci.
Il loro Blanc de Morgex e de La Salle, annata 2014, fa affinamento solo in acciaio con l’utilizzo di lieviti autoctoni e alloctoni, per permettere la conservazione delle caratteristiche principali del vitigno.
Nel bicchiere si presenta giallo verdolino chiaro, mentre al naso è nitido ed elegante, con note di fiori di campo, cedro ed erba falciata.

Il sapore è salino e delicato, lievemente acidulo e in generale di grande bevibilità.



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