lunedì 12 giugno 2017

Barolo Marcarini La Serra, annata 2006



Definire il vino di Poderi Marcarini di stampo tradizionalista, non esaurisce completamente la realtà di questa azienda di La Morra che produce tra gli altri due splendidi Barolo, dai poderi storici di Brunate e La Serra.
In realtà potremmo parlare di un giusto mix di essenzialità, terroir e corrispondenza al territorio, che ne mettono in luce una classe che nasce da terreni calcarei, argillosi, con infiltrazioni sabbiose, per poi trasferirsi in cantina, dove le cessioni del legno devono essere lente e graduali, senza intervenire sui tempi naturali di maturazione del vino.

La storia parla di una azienda attiva dalla metà del 1800, ma che solo a partire dal 1965 ha iniziato ad avere la consapevolezza dell’importanza dei propri vini con relativa partenza della commercializzazione.
Negli ultimi anni Poderi Marcarini ha acquistato terreni in Roero e nella terra del Moscato d’Asti, in più produce un interessante Dolcetto da un vigneto di uve centenarie pre-fillossera nel bosco di Berri, grazie ad un terreno parzialmente sabbioso (diciamo quasi una rarità).

Un allargamento della produzione che si è indirizzato anche verso l’Arneis e la Barbera. Tuttavia è verso il Barolo dove si percepiscono le emozioni più forti, quelle che caratterizzano i vini di Poderi Marcarini.
Il Brunate, imperioso ed elegante, austero e tradizionalista, l’ho assaggiato più volte, tra cui ricordo una strepitosa verticale conclusa con un commuovente annata 1971.
Mi mancava La Serra, secondo cru aziendale, che nasce su terreni poveri di sostanze organiche, ma ricchi di Sali minerali e microelementi.
L’epoca di vendemmia è leggermente ritardata rispetto al Brunate, e il risultato è quello di un vino solo apparentemente meno strutturato, ma più elegante e eterogeneo, complesso e vario.

E’ un vino dal bouquet quasi paradisiaco per un winelover, con importanti suggestioni minerali, con sorprendenti risvolti agrumati, eterei, con ricordi di viola appassita, liquirizia e prugna.
In bocca ha progressione da vendere, mentre riesce a coniugare complessità espressiva, tensione e tannini finissimi, mentre non è mai abbandonato da una eleganza sfumata in sottofondo.

Semplicemente un grande vino.


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