giovedì 27 aprile 2017

La sublime eleganza del Ben Ryé Edizione Limitata, annata 2008


In una dolce serata dal sapore quasi estivo mi dirigo con passo veloce all'appuntamento ad una cena a casa di amici, dove avrò la fortuna di assaggiare il mitico Ben Ryé, prodotto che si conferma anno dopo anno come uno dei migliori passiti italiani, riuscendo a mantenere un livello qualitativo assoluto nonostante il numero non poi così esiguo di bottiglie prodotte.
Personalmente è però la prima volta che mi capita di assaggiare l'Edizione limitata, una specie di ulteriore raffinazione, cernita, affinamento, concentrazione di qualcosa che già si avvicina alla perfezione e, man mano che si avvicina il momento della degustazione, aumenta la mia curiosità di capire se effettivamente una differenza può esistere in maniera percettibile.
Di certo sappiamo delle bassissime rese che si attestano sui 40 q. per ettaro, la fermentazione a temperatura controllata a cui viene aggiunta a più riprese l'uva appassita.

La serata trascorre serena e popo storie raccontate da abili narratori, sincere risate, portate e vini di vario tipo, in un'atmosfera rilassata ci accingiamo ad aprire le due bottiglie di Ben Ryé in Edizione limitata.
Bottiglie N. 2419 e N. 2386, su un totale di 6565 bottiglie prodotte per numeri effettivamente artigianali.
L'annata 2008 ha avuto un andamento climatico regolare, con buone escursioni termiche tra il giorno e la notte che hanno contribuito a donare al vino ricchezza e complessità aromatica.


Entrambe le bottiglie hanno regalato le medesime sensazioni che qui riassumo.
Color ambra brillante, al naso si susseguono chiare e distinte note di datteri, fichi secchi, albicocca matura, spezie dolci; il tutto ad una intensità ancora maggiore rispetto al Ben Ryé 'normale', a cui si aggiunge una nota iodata particolarmente intensa e note eteree e di medicinali.
In bocca è morbido e avvolgente, sensazioni dolci subito contrastate da un'ottima spalla acida, un invitante nota sapida e agrumata.
Nel complesso il sorso dona opulenza e leggerezza al contempo, il tutto giocato su un equilibrio finissimo quanto perfetto, enfatizzato da una lunghezza e persistenza invidiabile.
Chapeaux.


  
 



Nessun commento:

Posta un commento