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La serata dei diciassette Barolo Borgogno Riserva


Si fa presto a dire verticale.
Praticamente tutte quelle che troverete in giro possono contare su un numero di bottiglie che raramente supera le 10 annate, poiché sopra questo numero la serata finirebbe o per costare troppo o sarebbe poco remunerativa per chi la organizza.
A casa dell'amico Camillo, grazie alla 'generosità' del fratello Alessandro, le annate di Barolo Borgogno Riserva erano invece diciassette !!!!
In rapida successione: 2008, 2007, 2006, 2005, 2004, 2003, 2001, 2000, 1999, 1998, 1997, 1996, 1995, 1988, 1985, 1982, 1978.

Ma prima di passare direttamente agli assaggi, accompagnati da una cena luculliana, mi sembra giusto dare qualche informazione su Borgogno, che è uno storico produttore di Barolo (ma non solo) proprio nel paese di Barolo.
La storia inizia nel 1761 quando Bartolomeo Borgogno fonda la cantina e da inizio alla produzione vitivinicola, passando per quasi due secoli di tranquilla quotidianità contadina, interrotta dalle innovazioni e intuizioni di Cesare Borgogno, nato nel 1900 e che nel 1920, giovanissimo, prende le redini della cantina, oltre a dare un impulso fondamentale a tutta la storia del Barolo di Langa.
Alla sua morte la conduzione passa alla nipote Ida, che con il marito e i figli traghetta l'azienda nell'epoca moderna, fatta di premi e riconoscimenti, espansione internazionale, sfide quotidiane, cambiamenti climatici e di gusti mutevoli dei consumatori.
Nel 2008 la svolta arriva con l'acquisto della famiglia Farinetti ... ma questa è un'altra storia e ci possiamo fermare qui visto che l'ultima annata della verticale era il 2008, che corrisponde con l'ultima vinificazione dalla precedente proprietà.

Borgogno in vigna ha scelto una conduzione agronomica che si definisce convenzionale solo perché manca la certificazione biologica ufficiale, ma che a tutti gli effetti si sostanzia nel non utilizzo di concimi chimici e diserbanti e si limita ai classici trattamenti sostenibili (rame e zolfo).

Vi risparmierò i commenti su tutte e diciassette le annate per concentrarmi su quelle che a mio avviso (e anche secondo il parere di altri 'esperti' presenti alla serata), ci sono sembrate le annate più interessanti.

Annata 1978.
Barolo Borgogno riserva 1978

Va bene, scelta quasi scontata, ma quando ci si trova di fronte ad annate così lontane nel tempo, un piccolo vantaggio competitivo lo dobbiamo riconoscere.
Eppure cercando di essere obiettivi il Barolo Borgogno 1978 risulta comunque un gran vino.
Il colore seppure aranciato, tiene bene, mentre al naso è un vero uragano di pregiate sensazioni olfattive di finezza e classe rari, con la liquirizia, note ferrose, viola appassita, pepe, erbe aromatiche, tiglio e una sottile ma lunga scia balsamica a tratteggiare il corredo aromatico.
La bocca è sottile, indubbiamente leggiadra, ma ancora in grado di riservare sorprese a sorsi ripetuti e quasi irriverenti, con una incredibile acidità ancora ben tracciata dal palato.
Chapeaux.

Annata 1982
Barolo Borgogno riserva 1982

Molto simile al 1978, anche come classe ed eleganza da vendere, ma con note olfattive più intense e durature oltre ad un sorso naturalmente più strutturato e corposo.
Piacevole il bouquet dove si riscontra una buona presenza di frutta nera, confettura di prugna, sottobosco, legna bagnata, foglie di tabacco, una spinta di liquirizia piuttosto penetrante a chiudere il cerchio.
Il sorso è spettacolare per equilibrio, con tannini levigati ma ancora ben vigorosi, ancora freschezza oltre ad un pizzico di sapidità controbilanciati da buona componente glicerica, alcol elegante ma non invasivo. Buona la materia e ottima l'estrazione del frutto, da dove sembra aver preso proprio tutto quello che poteva dare.
Generoso, equilibrato ed elegante.

Annata 1998
Barolo Borgogno riserva 1998

Parte giustamente con il frutto scuro e confettura di more, humus, terra bagnata e cuoio; è un bouquet pieno e complesso, molto intenso, con nuance che nel frattempo virano verso la frutta meno matura e un filo di tabacco, grazie all'uso sapiente del legno grande e con un sorprendente finale di colla.
In bocca acidità tagliente e tannini generosi, mineralità sugli scudi, con una piacevole presenza morbida e un alcol come sempre molto ben dosato ed elegante. Struttura e muscoli in evidenza ma sapientemente bilanciati.
Molto profondo a livello olfattivo e godurioso nel sorso è stata la bottiglia più discussa della serata; non ha messo tutti d'accordo ma personalmente l'ho trovata tra le migliori.

Annata 2000
Barolo Borgogno riserva 2000

Olfatto generoso e molto tipico con le spezie, il tabacco, la liquirizia, la viola appassita e la frutta rossa e nera cotta, per terminare con una elegante vena di erbe aromatiche.
Al sorso sembra quasi giovane, ma del resto dopo essere arrivati dal 1978 non ci potrebbe certo sembrare un 'vecio'.
In bocca è più moderno e un tantino più severo rispetto agli altri barolo assaggiati, ma si riscontra anche una vigorosità fuori dal comune, un vino che parla ed evolve nel bicchiere tra un assaggio e l'altro.
Equità, persistenza e generosità non gli fanno difetto.

Sarebbero state da citare anche altre annate simili ma solo di poco inferiori, al naso o al palato, rispetto a quelle descritte (spero) con cura.
Rimane il ricordo di una serata eccezionale, irripetibile in bella e gradevole compagnia di molti amici.



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