venerdì 13 novembre 2015

Barbaresco Sanadaive Docg (2012) - Adriano Marco e Vittorio

Barbaresco Sanadaive di Adriano


La zona di produzione del Barbaresco comprende quattro comuni nelle morbide colline delle Langhe dominato dalle rocche, ovvero profonde spaccature longitudinali del terreno.
I comuni sono Barbaresco, Alba (frazione di San Rocco Seno d'Elvio), Neive e Treiso.



Ed è proprio a San Rocco Seno d'Elvio che l'azienda agricola Adriano Marco e Vittorio inizia di fatto l'attività nel 1900, quando il nonno Giuseppe comincia a coltivare la vite.
Oggi l'azienda dispone di 23 ettari e numerose etichette che coprono tutte le produzioni caratteristiche di questi territori che vanno dai semplici Dolcetto e Freisa, passando per la classica Barbera, il Moscato d'Asti e il Barbaresco in tre differenti cru.
Diciamo subito che Adriano produce un Barbaresco dallo stampo piuttosto classico, seguendo in vigna i criteri della lotta integrata, mentre in cantina la scelta è ricaduta sull'utilizzo del legno grande e sulla produzione di energia con impianto fotovoltaico e l'utilizzo di un impianto di fitodepurazione delle acque di scarico della cantina.

La cura della vigna e dell'ambiente sembra quasi che si percepiscano nella precisione stilistica, nella raffinatezza espressiva e nella complessiva piacevolezza non ricercata ma genuina del Barbaresco Sanadaive.
Il terreno è composto da marna tufacea bianca, a 280 mslm, con vigneti disposti a sud-ovest ed una età media delle viti di 30 anni.

Il Barbaresco di Adriano produce un rubino che vira al granato e sprigiona un intenso profumo di viola, eucalipto, rosa essiccata, cannella e rosmarino.
Sorso fresco, preciso, con tannini mediamente vellutati e buona componente glicerica, all'interno di un complesso gioco di equilibri lascia una eccellente pulizia di bocca e richiama naturalmente la corrispondenza con le sensazioni olfattive.
Con finale di media lunghezza e retrogusto leggermente amarognolo ne deriva una Barbaresco dall'ottimo rapporto prezzo-qualità e, se da un lato non può certo competere con altri mostri sacri del Barbaresco, può sicuramente e pienamente soddisfare il principiante, come il winelover o il sommelier più esperto.


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