venerdì 10 luglio 2015

I primi 50 anni dell'Associazione Italiana Sommerlier (parte I)

Martedì 7 luglio era una data che mi ero segnato da tempo sul calendario e del resto non potevo certo mancare alla festa per i 50 anni della Associazione Italiana Sommelier, evento organizzato come sempre in modo perfetto dalla delegazione di Milano, che vedeva 130 produttori con i loro migliori vini tutti premiati con le quattro viti nella guida Vitae.

Devo dire che di fronte a così tanta abbondanza e qualità mi sono semplicemente abbandonato senza troppi patemi ai banchi di degustazione, armato di carta e penna per sintetizzare alla meglio le sensazioni di ogni vino e spinto dalla mia imperante curiosità di bere vini mai assaggiati.

Le mie degustazioni sono partite dalle bollicine, per poi passare ai bianchi, ai rossi e per finire ai passiti.




Valdobbiadene Superiore di Cartizze - Arzana


Valdobbiadene di Arzana
Bollicine rappresentate egregiamente in partenza da questo Cartizze Arzana' di Astoria, azienda di proprietà dei Polegato (Geox), con il suo piglio moderno, i profumi di frutta a polpa bianca e il palato piacevolmente morbido con un bel finale agrumato e di canditi.
Moderno.

Franciacorta Brut - SoloUva


Fraciacorta Brut di Solo Uva
Azienda che produce una sola etichetta, un Franciacorta brut 100% Chardonnay, su 1,5 ettari di vigneto, che danno vita a 12.000 bottiglie. Dunque una piccola produzione con la particolarità dell'utilizzo di uve raccolte solo a maturazione fenolica raggiunta, cosa che poi permette all'azienda di non utilizzare zuccheri esogeni in tutto il processo di spumantizzazione nonostante il prodotto sia un brut.
La sosta sui lieviti per 30 mesi ci consegna un naso complesso di cioccolato bianco, brioche e agrumi e un sorso pieno, coinvilgente e dalla personalità unica.
Particolare.

Gavi del comune di Gavi Minaia - Nicola Bergaglio


Gavi Minaia di Bergaglio
Ecco un produttore che crede talmente nelle potenzialità del Cortese di Gavi da produrre un solo vino, bianchista in terra di rossisti.
Il Minaia è un vino fiero, onesto, che non si piega alle mode, dai profumi netti e ben definiti e con un sorso spinto dalla giusta tensione gustativa e da una adeguata vena minerale.
Rigore e onestà prestate alla viticoltura.

Biancolella di Ponza - Antiche Cantine Migliaccio


Biancolella di Migliaccio
Sull'isola di Ponza la Biancolella si arricchisce dei sapori salini tipici dei vigneti situati vicino al mare. Tutti il resto si gioca su un equilibrio che solo in apparenza sembra precario e che invece si ripresenta ai sorsi successivi, mentre i profumi di macchia mediterranea e di agrumi si alternano al naso.
Espressivo ed equilibrato.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva - Mancini


Verdicchio di Mancini
È indubbiamente difficile sapersi districare ed emergere dalla folta e agguerrita batteria di aziende che producono Verdicchio dei Castelli di Jesi. Ci riesce Mancini con questo Classico Riserva dalle note dorate del bicchiere, il bouquet fragrante di camomilla, fichi e miele di castagno tanto che in bocca ti puoi aspettare il sorso pieno e caldo ma non anche la fitta trama acida e sapida che si sostanzia in un finale decisamente lungo.
Un campione di normalità che ha fatto un salto nell'eccellenza.

Terre Alte - Livio Felluga


Terre Alte di Livio Felluga
Produttore ormai affermato e prodotto dall'ottimo rapporto qualità-prezzo. Tra i vini assaggiati era l'unico che avevo già provato e devo ammettere che me lo ricordavo diverso, ma non meglio o peggio, semplicemente pensavo più alle note morbide.
Invece i profumi si sviluppano in verticalità, con un sentore minerale molto diffuso oltre ad una generica nota verde. Palato concentrato, determinato, anche qui più giocato sui toni minerali e sapidi che sulle note morbide, con leggero finale amandorlato.
Verticale.

Soldati La Scolca Brut D'Antan - La Scolca


D'Antan di La Scolca
Siamo di fronte alla radicalizzazione del concetto di bollicine e di vino in generale. Perchè produrre bollicine con il Cortese di Gavi, lasciandolo sui lieviti 130 mesi, significa essere pazzi o credere in maniera assoluta nella propria terra, in un vitigno e nei metodi di lavoro fuori dagli schemi.
Ne esce un vino con una impronta unica, difficile anche da spiegare perchè oltre al naso profondo di cioccolato bianco, muschio e fiori di campo gialli e bianchi, si percepisce un bouquet del tutto inusuale.
Il sorso non è da meno per unicità, personalità, esuberanza controllata e incasellata in una finezza ed eleganza assoluta e una persistenza che stupisce.
Un po' me lo aspettavo tanto che come bianco l'ho lasciato per ultimo.
Unico nel suo genere.







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