sabato 11 luglio 2015

I primi 50 anni della Associazione Italiana Sommelier (parte II)

Era una caldissima giornata di luglio e dopo aver affrontato la forno-metropolitana milanese entravo finalmente nella fresca aria condizionata del Westing Palace, dove decidevo di affrontare senza indugio l'eccellente batteria dei bianchi sparsi nei diversi banchi di degustazione.
L'inizio romanzato di questo post mi serviva per esprimere al meglio i dubbi che mi sono venuti al momento di passare ai rossi; dubbi peraltro subito svaniti vista la presenza di bottiglie importanti, particolari e che di certo non capita tutti i giorni di assaggiare, almeno a me!



Montevetrano - Azienda Agricola Montevetrano


Montevetrano
La storia di Silvia Imparato, fotografa con la passione (al confine con l'ostinazione) per il vino, l'ho sentita in diretta dal racconto di Riccardo Cotarella in occasione di una verticale di Montiano.
Ed è una storia che non può che far riflettere sulle potenzialità ancora non sfruttate che ci potrebbero essere in giro per l'Italia.
Il suo Montevetrano, Cabernet Sav. al 50%, contaminato da Aglianico (30%) e Merlot (20%) e un vino dalla sicura classe ed eleganza che solo i grandi interpreti del vino sanno creare. Struttura al contempo elegante e piena, equilibrio gustativo perfetto, tannini setosi e perfettamente integrati e un naso dove prevale la frutta matura e un leggera traccia di tabacco e cioccolato.
Elegante e di sostanza.

Primitivo di Manduria Es - Gianfranco Fino


Es di Gianfranco Fino

Per qualche anno è stato considerato il miglior rosso d'Italia e l'Es di Gianfranco Fino è sicuramente una garanzia di vino potente e sinuoso, territoriale e moderno, tannico ma anche succoso e piacevole.
In poche parole un vino che ha saputo combinare la complessità alla facilità di beva in una sintesi perfetta e se si pensa che la cantina esiste solo dal 2004 il risultato ha del miracoloso.
Il naso è dominato dalla frutta matura rossa e nera, liquirizia e geranio, con un tocco elegante di grafite, mentre il sorso è pieno, giocato su una opulenza che non stanca il palato, ma anzi lo esalta nella componente tannica di alto profilo e su un finale di commuovente lunghezza.

Amarone della Valpolicella Monte Lodoletta - Romano dal Forno


Amarone di Dal Forno
E' balzato agli onori della cronaca (e sicuramente delle vendite) nel 2002 quando Robert Parker l'ha insignito di un 99/100 e da allora è sempre rimasto un vino atteso annata dopo annata da tutti i fortunati che l'hanno sempre potuto assaggiare.
Tuttavia dei vini proposti è quello che ho meno capito o forse le mie attese erano decisamente troppo alte rispetto ad una degustazione frettolosa come quella che inevitabilmente capita di fare in questo tipo di eventi.
Rimandato ad un futuro assaggio.

Amarone della Valpolicella Classico Fracastoro - Villabella
Amarone Fracastoro di Villabella

Al contrario dell'Amarone di Dal Forno, il Fracastoro mi ha subito impressionato al naso per le complesse note di prugna e ciliegia matura, liquirizia, caffè, pepe nero e un principio di note terziarie come il cuoio.
In bocca è avvolgente, piacevolmente tannico, senza sbavature, di immediatezza gustativa e con un alcol generoso ma sempre ben amalgamato nel vino.
Semplicemente perfetto.

Boca - Le Piane


Boca di Le Piane

Il Nebbiolo che si coltiva nella parte settentrionale del Piemonte prende la denominazione di Boca e con un saldo di Vespolina del 15% da vita ad un rosso straordinario e inaspettato. Il Boca annata 2010 di Le Piane è un millesimo felice, affina per quattro anni in botte grande e al naso concede note speziate, erbe officinali, con accenni balsamici e sentori boisè finemente gestiti.
Il sapore è pieno e agile al contempo, buona struttura complessiva, piuttosto caldo e dalla lunghezza chilometrica.
E' il vino che non ti aspetti.

Gattinara Riserva - Travaglini


Gattinara di Travaglini

Travaglini produce Nebbiolo a Gattinara in provincia di Vercelli e dal 1958 ha l'indubbio pregio di aver fatto capire che il Nebbiolo poteva crescere e riuscire bene anche fuori dalle tre zone classiche di Barolo, Barbaresco e Roero.
Il Gattinara riserva matura per tre anni in botti di rovere francese.
Ha sapore deciso e un temperamento un filo sopra le righe ma i sentori floreali, di pepe nero, liquirizia e viola appassita sono da grande vino importante.
Completano il profile una beva agile e buona lunghezza.
Esuberante.

Tasca d'Almerita è una delle più rinomate, storiche e apprezzate cantine siciliane
Rosso del Conte di Tasca d'Almerita

Il loro Rosso del Conte, è un riuscito blend di Nero d'Avola e Cabernet Sauvignon con un piccolo saldo di Cabernet Franc, ed è un vino complesso e articolato nei profumi di frutta matura, in particolare prugna cotta, fichi secchi e una delicata nota di macchia mediterranea.
In bocca è un vino che esprime una furbizia quasi fuori dal comune, capace com'è di mascherare la spigolosa tannicità del Nero d'Avola con la rotondità tipica del Cabernet Sav.
Un accenno di grafite al palato e una leggera nota di peperone verde concludono un sorso lungo e piacevole.
Sinuoso.

Caiarossa

Caiarossa
E' un blend di diversi vini, tipicamente di stampo bordolese, con viti cresciute su terreni particolarmente ricchi di ossido di ferro. Indubbiamente il legno qui si sente ma senza avere quella invadenza tipica dei vini mal concepiti che lo utilizzano per coprire mancanze del prodotto base.
E' decisamente intenso nei profumi di frutta e gioca molto sui toni caldi, sui tannini morbidi e avvolgenti.
Tipico taglio bordolese.

Flaccianello della Pieve - Fontodi


Flaccianello della Pieve di Fontodi

Sempre in Toscana ma ci spostiamo nel cuore del Chianti per questo Flaccianello della Pieve, un Sangiovese in purezza, che fa un passaggio in barriques per 24 mesi.
Qui prevale la frutta nera oltre alle spezie e a una generosa vena vegetale di sottofondo e leggere note eteree.
In bocca è serrato, piacevolmente tannico, con buona progressione e finale leggermente amarognolo.
Deciso e senza fronzoli.

Camartina - Querciabella


Camartina di Querciabella

Azienda fondata nel 1974 con idee molto chiare sull'utilizzo della biodinamica in vigna e in cantina.
Camartina è vino di grande classe, Cabernet Sav. al 70% e Sangiovese al 30%, con dominio assoluto in primis dei frutti come l'amarena e la ciliegia sotto spirito, per poi lasciare il campo ad un variegato bouquet di tabacco, spezie, erbe officinali e cacao.
L'uso sapiente del legno e pratiche di cantina poco invasive permettono al vino di esprimersi su alti livelli anche al palato che si misura morbido, caldo, generoso, dalla buona componente minerale e acida a controbilanciare le note morbide.
I tannini vellutati e il finale infinito ne completano il profilo di vino importante (anche nel prezzo).
Classe ed eleganza da vendere.

Brunello di Montalcino - Tenuta Il Poggione


Brunello di Montalcino il Poggione

Nella degustazione dei rossi non poteva mancare un Brunello di Montalcino. In questo caso si tratta di un vino moderno, dalla impostazione piuttosto morbida, suadente, con tannini delicati e sentori di humus, fiori rossi, pepe, confettura e vaniglia, oltre ad un principio di note terziarie ed eteree.
L'impostazione moderna non si sostanzia solo nell'uso più o meno cospicuo del legno francese ma anche nella scelta della lotta integrata.
Moderno.

I miei assaggi di rossi sono poi continuati, ma non sarebbe corretto da parte mia riportare sensazioni che ormai si stavano confondendo visto il numero non esiguo di assaggi e dato che non sono certo un sommelier professionista.
Mi limito quindi ad una veloce carrellata fotografica.

Cabernet di Elena Walch
Refosco dal Peduncolo Rosso di Petrucco


Tintilia Lagena di Angelo D'Uva
Kupra Marche rosso
Basilisco
Sagrantino Collenottolo di Tenuta Bellafonte

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