domenica 12 luglio 2015

I primi 50 anni della Associazione Italiana Sommerlier (parte III)

Finale in dolcezza, dopo la batteria di alto livello dei bianchi e quella spettacolare dei rossi.

Malvasia di Bosa - G. Battista Columbu


Malvasia di Bosa di Columbu

La Malvasia di Bosa è un vino unico nel suo genere, indissolubilmente legato ad una terra solo in apparenza arcaica ma in realtà in grado di combinare tradizione e modernità, unicità e sorbevolezza.
G. Battista Columbu semplicemente è la Malvasia di Bosa, perchè anche solo dire che la rappresenta non sarebbe sufficiente.



La Malvasia riposa in botti di castagno, come vuole la tradizione che si ostina a riproporre un vino dai profumi unici di mandorla, caramella mou, erbe aromatiche, fichi e agrumi.
Il sorso è di grande impatto, con una chiarissima scia sapida e minerale, macchia mediterranea e un finale leggermente tannico.
Unico.

Marsala Superiore Riserva Donna Franca - Florio


Marsala Donna Franca di Florio

Florio è il Marsala e il Donna Franca Superiore Riserva è la sua rappresentazione più importante, una sorta di portabandiera e non solo per il produttore ma un po' per tutta la Sicilia.
Prodotto da uve Grillo matura almeno 15 anni (avete letto bene) in caratelli dal 300 litri.
Qui vale la pena partire già dal colore giallo ambrato che incanta nel bicchiere, poi è un tripudio di profumi che spaziano dai canditi, alla mandorla, con un nota di smalto in sottofondo.
Al gusto impressiona per il tratto salino e per la spalla acida che accompagna il palato verso la dolcezza del frutto, con note di cacao sul finale.
Finale dalla persistenza infinita.
Assoluto.

Acininobili - Maculan


Acininobili di Maculan

A Breganze, piccolo paesino veneto che ha come cornice paesaggistica le prealpi venete, Maculan dal 1946 è sinonimo di qualità, attenzione al prodotto fin nei minimi dettagli. Per produrre Acininobili si utilizza uva vespaiola botrytizzata, mentre in lavorazione ci si avvale della barriques per 2 anni.
Il colore oscilla tra il giallo dorato e giallo ambrato, mentre i profumi sono un tripudio di eleganza, complessità e intensità espressiva con prevalenza di caramella mou, camomilla, canditi, miele di castagno, ma anche note iodate ed eteree.
Il sapore sta in equilibrio perfetto tra dolcezza e acidità, con un sorso che sa essere pieno e caldo ma senza stancare.
Infinito.

Su questo finale in dolcezza finisce il mio tardo pomeriggio di degustazioni.
Devo dire che banchi di assaggio di questo livello non mi erano mai capitati e alla fine della giornata sono uscito dal Westing Palace al massimo grado di soddisfazione.

W il vino di qualità e W l'Associazione Italiana Sommerlier.



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