lunedì 8 dicembre 2014

GATTINARA PIETRO 2009 DI PARIDE IARETTI E PRIMITIVO MEZZANOTTE 2012 DI MORELLA

Gattinara Pietro di Iaretti
Ci sono serate che si ricordano anche dopo diverso tempo per la piacevole compagnia, per l'atmosfera rilassata e informale del posto e naturamente per le bevute di vini di qualità abbinati a buon cibo.
Questo tipo di serata si è realizzata ieri all'enoteca Abbinamento, dove siamo arrivati con una sola certezza: bere vino rosso, possibilmente non piacione e in cui ci sia una certa prevalenza delle durezze (acidità, tannini, mineralita) rispetto alle morbidezze.
Dopo una rapida comparazione tra sei o sette vini la scelta è ricaduta sul Gattinara Pietro 2009 di Paride Iaretti, un vino che non avevo mai assaggiato ma di cui più volte avevo sentito parlare molto molto bene.
Il Gattinara Pietro è dedicato al padre scomparso che ha lavorato la sua vigna con la passione tipica dei contadini di un'epoca ormai scomparsa.
Questo Nebbiolo dell'alto Piemonte, tra Biella e Vercelli, è il frutto di vigne di età media di 50 anni, dalle rese bassissime e quindi dalla qualità molto alta (un bel succo concentrato in pochi preziosissimi acini), mentre per la fermentazione, la malolattica e il successivo affinamento vengono utilizzati tonneaux francesi in cui il vino sosta per 36 mesi.
Piccolissima produzione di circa 1400 bottiglie, il 2009 è stato premiato con l'eccellenza dalla Guida dell'Espresso.

Alla degustazione nel bicchiere si presenta con la tipica colorazione scarica del Nebbiolo.
Riguardo i profumi, inizialmente il vino è risultato un po' chiuso e introverso, ma ..... era una timidezza da grande vino che ama farsi aspettare; infatti dieci minuti di attesa sono stati  sufficienti per svelare un bouquet di viola, spezie dolci, frutta nera cotta, ciliegia sotto spirito e un leggera nota di tabacco.
Il sorso si è subito mostrato pieno, strutturato, con accenti su acidità e tannini vigorosi ma non eccesivi.
Il Gattinara Pietro è un vino di grande classe, che sa combinare potenza ed eleganza, ed in cui si può ritrovare, senza il rischio di rimanerne delusi, tutta la tipicità del nebbiolo.
Il vino è stato accompagnato da un bel tagliere di salumi.



Primitivo Mezzanotte di Morella
A seguire la scelta è ricaduta sul Primitivo Mezzanotte, annata 2012 di Morella, azienda salentina vocata alla biodinamica, composta da 11 ettari di proprietà su una terra rossa poco lontana dal mare Jonio.
Le viti sono coltivate ad alberello, alcune molto vecchie e altre più recenti (2005), seguite con biodinamica cura dall'enologa australiana Lisa Gelbee.

Inanzitutto occorre dire che questo vino correva il rischio di scomparire arrivando dopo una intera bottiglia di Gattinara e invece, con mia grande sorpresa, ha retto l'urto con le sue specifiche caratteristiche che necessariamente sono molto divese dal vino precedente.
Inanzitutto il colore è rubino impenetrabile, poi il bouquet è picevolmente incentrato sulla frutta rossa, tanta frutta rossa, praticamente un 'vassoio' di ciliegie, more e cassis, su un sottofondo di note balsamiche.
In bocca si dimostra ricco, succoso, dalla beva semplice e coinvolgente, equilibrato nelle diverse componenti.
Un bel vino, buono, sano e per nostra fortuna totalmente incomparabile e a tratti complementare rispetto al Gattinara di Paride Iaretti.
Il Primitivo Mezzanotte si è  piacevolmente abbinato ad un tagliere di formaggi e marmellate (tra cui un superbo Stilton).


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