sabato 4 gennaio 2014

I MIEI 10 VINI DEL 2013



Con questo post vorrei ricordare i migliori vini da me assaggiati nel corso del 2013, non necessariamente quelli più costosi o conosciuti, ma semplicemente quei vini che per un motivo o per un'altro mi hanno lasciato un particolare ricordo.
Per evitare di dilungarmi e visti i tempi decisamente brevi del mezzo web ho deciso di fermarmi a 10 vini, elencati in ordine sparso.

Filo di Arianna Lugana Doc (????) - Tenute Roveglia
Un Lugana decisamente ben fatto che fa capire le potenzialità ancora inespresse di questo vino e la strada da intraprendere per valorizzarlo appieno.
La maturazione in botte gli dona struttura e personalità e un tocco vellutato davvero piacevole.

Bricco Rocche Brunate Barolo Docg (2005) - Ceretto
Ceretto si distingue per dei vini che sanno coniugare tipicità del territorio ad una certa eleganza.
Il 2005 è ancora in evoluzione ma inizia a farsi apprezzare per l'equilibrio e la potenza espressiva, pur avendo ancora una certa dose di esuberanza nei tannini.

Greco di Bianco Doc (2006) - Azienda agricola Ceratti
Un passito da uve di Greco di una personalità decisamente fuori dal comune.
Il bouquet di fiori e frutta che esprime è impressionante, mentre in bocca la freschezza e la sapidità controbilanciano in maniera perfetta la notevole concentrazione data da un uva che ha fatto l'appassimento sui graticci al sole della Calabria.

Sagrantino di Montefalco Docg (2006) - Martinelli
Un vino davvero ben fatto, bilanciato, strutturato, con un bouquet tipico molto intenso e complesso, una bella presenza pseudoalcolica e una finissima trama tannica su un finale lunghissimo.

Terre Bianche Cuvèe 161 Torbato Doc (2011) - Sella e Mosca
Ho voluto inserire anche questo vino perchè dimostra come un vitigno autoctono come il Torbato, se ben fatto, può essere una valida alternativa ai soliti Chardonnay e Sauvignon un po' standardizzati al gusto e all'olfatto.
In particolare da sottolineare l'opulenza al sorso e l'intrigante salinità.

Tokaji Aszu (1993) - Disznoko
Un Tokaji di 20 anni eppure una freschezza e persistenza impressionanti. Anche qui il bouquet è molto intenso e ampio con delle originali note sulfuree da terreno di origine vulcanica.
Tokaji Aszu - Disznoko


Spigau Crociata Pigato Doc (2011) - Le Rocche del Gatto
Un bianco macerato sulle bucce che sorprende già al colore tipo oro antico, per poi continuare con profumi invitanti di frutta matura e idrocarburi come fosse un riesling renano.
In bocca è pieno e avvolgente con una delicata scia salmastra.
Spigau Crociata - Le Rocche del Gatto


Sudtirolen Lagrein Riserva Doc (2010) - Georg Ramoser
Piccolo produttore altoatesino, grande vino. Della serietà nel metodo di lavoro di questa zona d'Italia ho già avuto modo di scrivere, tanto che rischio di ripetermi.
Ma ogni volta mi sorprendono i loro vini come questo Lagrein puliti, fruttati e dalla beva coinvolgente anche se non scontata.

Sudtirolen Lagrein Riserva - Georg Ramoser

Extra Brut (2012) - Arunda Vivaldi
Sono personalmente convinto che i confronti tra Spumanti e Champagne non siano possibili per la diversità dei terreni e del clima. Ma questo extra brut di Arunda Vivaldi mi ha dato subito l'impressione di essere espressione di terra di Francia più che un prodotto altoatesino.
Profumi vegetali di sottofondo e una chiara, netta fragranza di crosta di pane, vaniglia e cioccolato bianco che sembra di poter mangiare.

Brunate Barolo (1990) - Marcarini
Semplicemente mitico. Insieme ad un commuovente 1971, questa magnum del 1990 è la mia bottiglia dell'anno (ma che mi ricorderò per diversi anni). Il naso complesso e tipico di liquirizia, tabacco, confettura, note balsamiche sono perfettamente integrate. Il sorso ancora più strepitoso, con tannini levigati da 23 anni passati tra legno e bottiglia, armonia ed eleganza da vendere.
Tutti in piedi e applausi a scena aperta !!!

Barolo Brunate - Marcarini

Ci sono molti altri vini che mi sono piaciuti; sceglierne solo 10 non è stato semplice.
Ricordo ad esempio il Moscato di Marco Bianco, il Molamatta di Marco Felluga, il Barbera Lavignone di Pico Maccario, il Formigar dei Produttori di Colterenzio e molti altri prodotti con un rapporto qualità prezzo interessante.
E poi ci sono i vini che ho assaggiato e anche bevuto ma che non mi sono piaciuti e di cui non ho scritto, in parte perchè ogni bottiglia è diversa dall'altra e in parte perchè non mi piace parlar male di chi fa uno dei lavori più difficili e imprevedibili che ci siano.
Ho assaggiato anche vini più costosi di quelli menzionati che, a mio modesto avviso, non giustificano la differenza di prezzo . . . . . ma questo è un altro tema di cui si potrebbe parlare a lungo, troppo a lungo.


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