martedì 28 febbraio 2017

Pierale, il Moscato dolce di Leone de Castris



Leone de Castris è un'azienda che produce 2,5 milioni di bottiglie l'anno e la difficoltà maggiore per questo tipo di viticoltori è poter mantenere un alto livello produttivo senza per questo penalizzare la qualità, seguendo una filosofia di attenzione verso il prodotto di una piccola-media impresa.
La sede aziendale è Salice Salentino, piccolo comune situato nella penisola salentina, mentre i vigneti si trovano anche a Copertino e Locorotondo.
Il prodotto più famoso è il Five Roses, primo vino rosato ad essere venduto in Italia a partire da 1943 e il Salice Salentino Riserva, un vino rosso messo in commercio nel 1954 ma che ancora oggi possiamo trovare ad uno strepitoso rapporto qualità-prezzo.
Accanto a questi portabandiera da milioni di bottiglie, Leone de Castris negli ultimi anni ha proposto anche altre prodotti più di nicchia come il Salice Salentino Donna Lisa Riserva, un rosso di pregio da uve negroamaro con un saldo di malvasia nera che matura in barrique, che può essere considerato uno dei migliori rossi dello stivale.
Tra gli altri prodotti dell'azienda ho recentemente assaggiato Pierale, un moscato bianco che cresce su terreno argilloso-calcareo.
L'allevamento avviene con cordone speronato, con un'età media del vigneto di 15 anni con 5.000 ceppi per ettaro, mentre la resa è volutamente tenuta molto bassa a 50 q.li.
Le uve vengono raccolte leggermente appassite nella seconda decade di settembre e, dopo una pressatura soffice, vengono fermentate alla temperatura di 16-18 °C, a cui segue un periodo di affinamento sulle fecce fini di circa 6 mesi in contenitori di acciaio, per poi seguire un ulteriore affinamento in bottiglia di altri 3 mesi.
Basterebbero queste poche informazioni per immaginare un vino che ha potenzialmente delle caratteristiche qualitative di assoluto rilievo, mentre la garanzia finale è determinata dal nome Leone de Castris.

Giallo dorato nel bicchiere, all'olfatto non delude le aspettative con la sua marcata aromaticità, con le tipiche note di salvia e fiore di zagara in evidenza, poi si distende su più delicate note di rosa e mango.
Il sapore è dolce ma teso e vibrante, deliziosamente percorso da note minerali e iodate che lo rendono sottile e scattante, per terminare su un finale lungo e avvolgente e mai stucchevole, con un piacevole retrogusto di spezie orientali.




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