giovedì 11 agosto 2016

La mia personalissima sorpresa (e intrinsica felicità) di bere Chianti superiore di Podere Alberese

Chianti di Podere Alberese


E' da un po che non assaggiavo Chianti e finalmente una sera mi si è presentata l'occasione di assaggiarne una bottiglia di Podere Alberese, una giovane ma molto dinamica azienda che opera in provincia di Siena.
La zona di produzione del Chianti è costituita da territori che si trovano nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. 
Inutile dire che l’origine del Chianti si perde nella notte dei tempi, anche se la prima delimitazione ufficiale risale al 1932. 
Oggi il Chianti si estende su un territorio molto vasto e la denominazione può essere integrata con le menzioni aggiuntive Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Rufina e Montespertoli.

Come accennavo in precedenza, Podere Alberese, a differenza del Chianti, ha una storia recente.
Nasce infatti nel 2003 ad Asciano, in provincia di Siena. Alla produzione olivicola si è subito affiancata la coltivazione della vite, mentre la proprietà ha da subito puntato sull'agricoltura biologica, ottenendo la certificazione nel 2007.
I vitigni impiantati sono quelli tipici del Chianti, come il Sangiovese e il Canaiolo, mentre alcuni filari sparsi di Trebbiano servono alla produzione di un vino bianco.
L'azienda ha sperimentato diversi cloni di Sangiovese per arrivare a scegliere quello più adatto, ma ha dedicato anche tempo al recupero di una varietà autoctona come il Fogliatonda,
Oltre a questo Podere Alberese ha recuperato diverse viti con più di quarant'anni di età presenti nel podere, con un lavoro lungo e importante di potatura, sostituzione delle viti malate, lavorazione ottimale del terreno, sostituzione di pali o fili mancanti, con l'intento di sfruttare l'enorme potenziale inespresso di queste viti storiche in tema di qualità di vino prodotto.  

Il Chianti Superiore, annata 2009, è composto da Sangiovese grosso (90%) e Canaiolo (10%).
Le vigne si posizionano a Rapolano Terme e Collalto, 5 ettari posizionati su un suolo sabbioso, tufaceo e tendenzialmente argilloso, ad una altitudine media di 450 mslm.
La vendemmia parte agli inizi di ottobre, mentre Podere Alberese si impone una resa straordinariamente bassa: 35-40 quintali per ettaro contro un disciplinare di 80 quintali per ettaro.
Vinificazione con macerazione sulle bucce per 15 giorni, poi affinamento in tonneaux di rovere Allier per 18 mesi, poi ulteriore affinamento per 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

Nel bicchiere ha un colore rubino vivace e compatto.
Il naso porta in dote un bouquet straordinariamente complesso e intenso, con le note di marasca, pepe nero e frutti di bosco che sfumano delicatamente verso una scia leggermente vanigliata e alcune note mentolate sul finale.
Attacco soffice ma concentrato, sorso che si presenta dinamico e vibrante senza essere imperioso, con tannino che si presenta piuttosto sul finale, ma in perfetto equilibrio.
Finale pulito e di buona persistenza.

Un vino che non conoscevo e che mi ha sinceramente conquistato.



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