lunedì 7 marzo 2016

Il Monumentale Gattinara di Nervi nella difficile annata 2003

Gattinara di Nervi

Nervi è' l'ultima azienda storica di Gattinara, fondata nel lontano 1906, ma di proprietà di un imprenditore norvegese che, durante la sua permanenza in Italia quando ancora era studente alla Bocconi, si è innamorato del vino italiano.
Erling Astrup, insieme ad altri tre imprenditori norvegesi, nel 2009 ha acquisito il controllo di Nervi, acquistando le quote di proprietà della famiglia storica che si trovava in difficoltà finanziarie, credendo nel suo potenziale di sviluppo.
Astrup ha saputo rilanciare un'azienda in difficoltà riuscendo nel difficile compito di mantenere la concezione tradizionale della lavorazione delle uve, con l'utilizzo della botte grande sia per la fermentazione che per l'affinamento, la raccolta rigorosamente manuale delle uve e come sempre tanta selezione, ad una visione moderna e imprenditoriale della conduzione economico-finanziaria di Nervi.

Il clima continentale e di una bellezza sublime, con le colline ricoperte di vigne e con alle spalle il monumentale massiccio del Monterosa innevato, che le protegge dai freddi venti invernali e dalle piogge che qui sono inferiori ad altre zone del Piemonte e che aiutano l'agronomo a portare in cantina un'uva sana.
C'è poi il terreno davvero particolarissimo, formato da terreni sciolti di porfidi vulcanici, che donano mineralità e spessore all'uva.
Del lavoro in cantina si sente il paziente invecchiamento, che allunga di un anno l'affinamento nel legno grande rispetto ai tempi previsti dal disciplinare del Gattinara Docg.

Ebbene come si è evoluto e conservato il Gattinara 2003 di Nervi?
Insolitamente bene, considerando l'annata particolarmente calda che allora spinse alcuni produttori piemontesi a non produrre i loro cru. ma solo vino con le doc di ricaduta.
Merito sicuramente di un prodotto di primissima qualità, di una conduzione agronomica studiata per ridurre le rese e concentrare gli elementi nutritivi della pianta su pochi selezionati grappoli, di pratiche di cantina tradizionali che l'esperto enologo Enrico Fileppo (entrato in azienda nel 1984) ripete ogni anno.
E' un Gattinara di grande classe quello che mi si presenta nel bicchiere in una fredda sera di fine febbraio.
Naso di viola e di frutta rossa matura, confettura di prugne, con passaggi vegetali che si sostanziano nel fieno, poi si adagia su un bouquet lievemente speziato e piacevolmente minerale.
In bocca prosegue minerale e di una lunghezza infinita, concentrato ma senza stancare, lascia un sorso dinamico, pieno, di qualità estrema in ogni dettaglio e armonioso ed equilibrato. Il tutto appare ancora più incredibile se si pensa all'annata sicuramente difficile sotto il profilo climatico.
Eccezionale prova di un Gattinara classico e inossidabile.




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