venerdì 13 ottobre 2017

L'esplosiva personalità della Malvasia Iancura di Hauner



Parlare di Malvasia significa anche raccontare la grande intuizione avuta da Carlo Hauner (1927 - 1996), designer e pittore bresciano di origini boeme, artefice della rinascita della Malvasia in versione passito, oltre che produttore di tante altre bottiglie dalla esplosiva personalità.

Nella sua lunga e proficua carriera artistica, lo troviamo in esposizione alla Biennale di Venezia nel 1948, poi in Brasile a lavorare come designer industriale, infine ancora in Italia, dove si impone definitivamente come pittore arrivando a esporre in importanti gallerie d'arte a Milano.

Nel corso degli anni si è cimentato con l'espressionismo astratto e con la pop art, imponendosi con uno stile personale, controverso e in continua evoluzione stilistica.

Dagli anni '70 si è trasferito a Salina dopo numerose vacanze passate sull'isola, in un periodo in cui le isole Eolie erano ancora estranee al turismo di massa, acquistando dei vigneti abbandonati a causa dell'emigrazione e iniziando a produrre Malvasia delle Lipari di cui è stato uno dei fautori della rinascita.
Salina, come molti sapranno, è la seconda isola delle Eolie per popolazione ed estensione e deve il suo nome ad un antico lago posto al centro dell'isola da cui si estraeva il sale.

I vigneti di Malvasia arrivano quasi fino al mare, in un panorama carico di suggestione e pathos che si divide tra i vulcani dalla tipica forma conica ai riflessi e colori del mare, elementi estremi che in alcuni casi si possono ritrovare nei quadri di Hauner, alcuni dei quali ripresentati come etichette dei suoi vini.

Alla morte del pittore bresciano, l'azienda vinicola è stata portata avanti dal figlio Carlo junior e dai nipoti che hanno continuato a migliorare la qualità della produzione dell'azienda agricola.


L'amico Chef Fabrice che alle Eolie ci è andato in vacanza, è andato a visitare l'azienda e (tra le altre) si è portato a casa questa bottiglia di Iancura, un blend di malvasia 80% e insolia 20%, con una resa di 60 q.li per ettaro, viene vinificato totalmente in acciaio, e di cui ne vengono prodotte circa 6000 bottiglie. 
Una produzione praticamente artigianale che, una volta assaggiata, è difficile da dimenticare.

Il sorso si distingue al contempo per una grande bevibilitá, facilitata da una intensa salinitá, discreta  freschezza e una pervadente mineralitá.
Dopo le sensazioni più intense, si distende intorno ad un aroma fruttato dove prevalgono i sentori tropicali, il mango e la macchia mediterranea e dove l’acido del frutto bilancia una leggera sensazione zuccherina iniziale.
Prodotto la cui personalità è quasi di difficile contenimento.








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