venerdì 31 ottobre 2014

COSTERA CANNONAU DI SARDEGNA DOC (2010) - ARGIOLAS

Costera Cannonau di Argiolas
La Sardegna è una regione che sta costantemente incrementando anno dopo anno la qualità media del vino prodotto.
Sicuramente il successo ottenuto da Vermentino e Cannonau in Italia e all'estero, hanno contribuito ad una crescita da parte di molti produttori sia in termini di consapevolezza del proprio potenziale inespresso sia relativamente alla capacità di piacere in mercati sempre più esigenti e al contempo in contrazione.
Ma a mio avviso la vera affermazione della Sardegna come produttore di qualità nel panorama enologico italiano e non, dovrà necessariamente passare dall'affrancamento dai confini regionali dei vitigni autoctoni che formano la spina dorsale dell'enologia sarda, come Bovale, Monica, Nasco, Nuragus, Torbato, Malvasia di Bosa e altri.
Bisogna anche riconoscere che all'interno di questo scenario un ruolo importante di traino l'hanno avuto alcuni medi e grandi produttori come Sella&Mosca della multinazionale Campari, ma di questo produttore avrò modo di parlarne in seguito avendo acquistato di recente un Cannonau Riserva che sta tranquillamente riposando nella mia cantina.
Invece oggi parliamo di Argiolas, azienda famigliare che ha saputo crescere notevolmente e che ad oggi produce 2 milioni di bottiglie l'anno.
Al timone ci sta la nuova generazione che si avvale della preparazione dell'enologo Mariano Murru, che approccia i vini classici della regione con uno stile moderno senza però snaturare la loro territorialità-tipicità. 
Basta fare un giro sulla rete per capire che le bottiglie di Argiolas riescono a mettere d'accordo in maniera pressoché unanime pubblico, critica e addetti ai lavori, cosa per niente facile in tempi difficili come quelli odierni.
Argiolas produce un po' tutta la gamma di vitigni tipici di questo territorio. Personalmente mi sono trovato tra le mani una bottiglia del loro Costera, annata 2012, Cannonau quasi in purezza a cui vengono aggiunte piccole percentuali di Bovale e Monica.

Nel bicchiere è rosso rubino, consistente, con archetti ravcicinati e lacrime lente a scendere nel bicchiere.
Al naso ha un impianto olfattivo potente, intrigrante e al contempo elegante che si esprime su note di cioccolato, liquirizia, rosa appassita, prugna e tabacco.
Al palato è piacevolmete tannico e amaricante, il sorso pieno e rotondo, alcol presente ma non predominante; è un vino di corpo con un finale indubbiamente lungo e appagante.
Un prodotto davvero eccellente che si può felicemente sposare con uno spezzatino di manzo, arrosto con patate oppure formaggi stagionati.



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