venerdì 29 agosto 2014

VISITA ALL'AZIENDA AGRICOLA BRUSCIA - PARTE I



Se appena posso mi piace conoscere i produttori dei vini che bevo, ma per mancanza di tempo o per la distanza geografica che mi separa da loro raramente riesco a farlo.
In un assolato pomeriggio di agosto, quando tutti pensano alla tintarella e al relax, decido quindi di inoltrarmi di qualche chilometro verso le dolci colline marchigiane e più precisamente a San Costanzo, paese di circa 5.000 abitanti posto a 150 mslm e a due passi dal mare adriatico, per visitare l'Azienda Agricola Bruscia.
Siamo nella zona di produzione del Bianchello del Metauro, vino Doc con una sua ben definita impronta gustativa, semplice e immediato nei profumi e nei sapori ma posto in secondo piano dalla ingombrante presenza del Verdicchio.
Appena superato il centro del paese e alla fine di una strada che costeggia campi e vigne ecco il cartello dell'Azienda Agricola Bruscia. All'entrata mi accoglie Stefano Bruscia, che dopo brevi convenevoli, mi fa entrate nell'ampio salone adibito all'acquisto delle bottiglie e alla degustazione.


Devo subito premettere che non amo particolarmente i produttori di vino famosi per la loro scorbuticità, di quelli che pensano di 'far parlare solo il vino' e che se vai a trovarli in cantina per fare acquisti sembra che gli fai un favore.
Stefano per mia fortuna ha una simpatia spontanea e naturale, iniziamo subito a darci del tu e mi racconta brevemente la storia dell'azienda, che si è sempre interessata di agricoltura per poi incominciare a dedicarsi anche alla produzione di vino, e che può contare su una cantina di 800 mq.
Poi risponde paziente alle mie domande generiche su profumi e sapori del vino, tempo metereologico e poi a quelle più tecniche come composizione dei terreni, esposizione, rese per ettaro, agricoltura biologica (Bruscia ha infatti la certificazione biologica), vitigni utilizzati ecc.
Parlando mi conferma che anche qui, come in tutto il nord Italia, ha piovuto molto a giugno e luglio, e che si sperava su agosto asciutto (cosa che poi si è verificata, tranne qualche isolato acquazzone) e, tra le altre cose, che una vigna era stata colpita dalla grandine e il raccolto perso, raccogliendo tutta la mia solidarietà perchè so per esperienza indiretta che per un vignaiolo non c'è disperazione più grande del vedersi distrutto il lavoro di un anno da un evento così imprevedibile e rovinoso.


Iniziamo così la degustazione di numerosi tipi di vini, partendo chiaramente dal Bianchello, per poi andare sul Famoso, Icrocio Bruni e poi il rosso sangiovese sia in acciaio sia passato in botte, la grappa, il vino di visciole e altro ancora.
E' un vero viaggio nei profumi e sapori di queste dolci colline marchigiane, le cui uve godono dell'influenza del mare e di terreni vocati alla coltivazione della vite, con secoli di esperienza e storia alle spalle.
Dopo almeno tre quarti d'ora di amabile conversazione me ne torno a casa, con il mio cartone di sei bottiglie, composto dal rosato Bellarosa, i bianchi IB 54, Famoso Grottino, Mo Leone e i rossi Pinkler (uno solo acciaio e una selezione passata in botte).


BELLAROSA - Colli Pesaresi Rosato Doc
Ha un bel color rosa cerasuolo da manuale del buon sommelier, prodotto con i vitigni Vernaccia di Pergola, Lacrima di Morro d'Alba e Sangiovese.
Deriva da un impianto piuttosto giovane su terreno sabbioso-argilloso, con uve raccolte nella prima decade di ottobre e bassa resa per ettaro, con ottimale esposizione sud-est.
Gli aromi sono intensi, con un bouquet dominato dalla pesca bianca e dal melone con delicati accenni di mandarino.
In bocca è minerale e sapido, ben centrato sul palato e finale di media lunghezza.
I delicati profumi e un medio corpo abbinato alla freschezza gustativa lo rendono ideale in abbinamento a piatti di pesce e verdure alla griglia.



I. B. CINQUANTAQUATTRO - Marche Bianco Igt
L'incrocio Bruni '54 è un incrocio di Sauvignon e Verdicchio, ideato nel '36 dal professor Bruni e diffuso quasi unicamente nelle Marche.
Viene coltivato su terreni argilloso-calcarei e ha una maturazione precoce e buona vigoria.
Il colore è giallo paglierino e nel bicchiere sprigiona intense note di agrumi (limone) e note floreali di fiori di campo con una discreta presenta vegetale.
In bocca ha un certo nerbo e carattere e si distingue per buona persistenza e un gradevole retrogusto mandorlato.
A mio parere è ideale con pesci grassi come il salmone con patate al forno.







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