giovedì 14 luglio 2016

Montiano Lazio Igt (2013) - Falesco

Montiano di Falesco

Con il Montiano, Cotarella non si è limitato a produrre un rosso, anche solo ben riuscito, ma
ha voluto produrre un grande vino rosso in una zona storicamente votata alla produzione di vini bianchi.

Siamo nei vigneti che circondano il lago di Bolsena, con il suo terreno di origine vulcanica composto da lapilli che donano mineralità e un profumo del tutto unico ai vini di queste parti.
E' appunto il terreno l'elemento determinante per questo rosso a base Merlot, che nasce meno morbido e meno caldo rispetto a molti altri Merlot toscani, ma più elegante e fresco.
Il resto lo fa la grande cura per la qualità, la selezione continua, la densità di impianto, la sperimentazione e selezione dei cloni, oltre alla continua evoluzione tecnologica in cantina per arrivare al miglior risultato possibile.

E' anche un vino che ha saputo molto cambiare nel corso della sua storia, sia per le varie sperimentazioni a cui Cotarella si è dedicato, sia per un cambio di gusto dei consumatori che sono passati dalla ricerca della potenza e della concentrazione alla ricerca dell'eleganza e della finezza.


Venendo alla degustazione, nel bicchiere si presenta di un bel rubino impenetrabile.
Il naso è ricco di note fruttate di ciliegia, confettura di more, per poi riverberarsi in sentori di spezie dolci come la cannella, oltre ad un sottofondo vegetale molto ben amalgamato con il resto dei profumi.
Bella concentrazione del frutto e in generale un bouquet di sicura eleganza.
Se il naso è intenso e complesso, la bocca è di grande soddisfazione con il suo sorso pieno e dichiaratamente morbido, appagante, anche suadente e un tantino opulento, ma al contempo anche bilanciato da una buona freschezza e da tannini levigati ma ben presenti, con una generale finezza ed eleganza gustativa.
Spicca una leggera nota vulcanica che non avevo percepito immediatamente all'olfatto, ma che dopo un paio di sorsi esce sempre più decisa.
Più che buona anche la persistenza, ma quello che colpisce di più di questo rosso è il grande equilibrio complessivo che trasmette, quando invece ti aspetteresti solo un vino piacione o piacevole.

Il merlot di Falesco è la prova che le generalizzazioni, sullo stile 'i vitigni internazionali producono un vino sempre uguale dovunque li si pianti', sono solo banalità di chi sta approcciando da poco il vino e preferisce il luogo comune che si legge spesso in rete o per taluni che preferiscono fare solo polemica.



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