lunedì 11 luglio 2016

I vini intrinsecamente friulani di Isidoro Polencic


Ho assaggiato un vino di Polencic per la prima volta durante il Vinitaly 2016.
Con alcuni amici abbiamo dedicato particolare attenzione al Friuli, terra di grandi vini bianchi ma che sa produrre anche ottimi rossi, soprattutto nelle zone più calde.
Durante questo tour vitivinicolo che mirava a selezionare attentamente i migliori produttori, ci siamo imbattuti nello stand di Polencic, che un mio amico aveva in precedenza già assaggiato e che ricordava come un buon produttore.
Lo stand in quel momento era vuoto, così ci siamo fermati e una gentilissima signora bionda ci ha accolto con un largo sorriso e ci ha fatto assaggiare diversi prodotti, intrattenendoci a parlare di terreno, vendemmie, andamenti climatici per poi passare allo scandalo (poi rivelatosi una bufala) dell'aggiunta di aromi nel sauvignon, per finire con biotipi di vitigni e tanto altro ancora.
L'impressione è stata molto positiva sia per i vini assaggiati sia per l'accoglienza ricevuta e una volta ritornati a casa abbiamo deciso di fare un acquisto di alcune scatole di varie tipologie di vitigni.
Del resto Polencic è un produttore piuttosto affermato, con terreni a Cormons, in una delle zone più vocate del Collio.

Sauvignon 2013

Il Sauvignon di Polencic è prodotto con due diversi biotipi, uno dagli aromi più marcati, che regala tra gli altri il famoso profumo di pipi di gatto ma che non è adatto nelle annate con alte temperature, mentre l'altro biotipo utilizzato è caratterizzato da aromi più floreali e vegetali e che ben si esprime nelle annate più fresche.
La bravura di Polencic sta nel saper dosare i due biotipi a seconda dell'andamento dell'annata.
Il Sauvignon annata 2013 sprigiona immediati e potenti sentori di mango, papaia, kiwi, aloe, cannella con leggere folate fumè e una leggero sentore di pipi di gatto.
In bocca è caldo e avvolgente, con grande finezza varietale, una presenza alcolica percorribile in ogni sorso anche se ben dosata e un generale equilibrio gustativo che garantisce ottima bevibilità.


Friulano 2015


E' uno dei grandi bianchi regionali, da bersi giovane e senza grandi sussulti espressivi.
Polencic ne da una versione piuttosto classica, con il classico bouquet di fiori bianchi, lime, erbe aromatiche e una piacevole ed energica sapidità minerale.
Al palato ha piacevolezza espressiva, grande godibilità di bevuta, sorso quasi salato e minerale, con una freschezza particolarmente ispirata.
Si pone in una ideale via di mezzo tra i vini più beverini e quelli più complessi e ricercati.

Pinot nero 2012


Uno dei vitigni indubbiamente più difficili da produrre e ...... da amare.
Rispetto alle versioni altoatesine, a parte rare eccezioni, le uniche in Italia che mi sentirei di prendere seriamente in considerazione, il Pinot nero di Polencic è meno diafano e più colorato nel bicchiere.
Le differenze continuano nei profumi che sono indubbiamente caratterizzati da una sostanziale

speziatura, per poi virare verso la prugna, il cioccolato e il cuoio.
La beva pur mantenendo una certa intrinseca eleganza aristocratica tipica del vitigno, si dimostra più incisiva con un tannino ben presente e una struttura che è raro trovare nei pinot altoatesini.
Un Pinot nero indubbiamente atipico.

Ribolla Gialla annata 2015



Forse il suo autoctono più riuscito e di cui è giustamente famoso, in grado di raggiungere una complessità espressiva generale di molto superiore alla maggior parte delle versioni che si possono assaggiare su questo territorio di confine.
Delicato nei profumi di acacia, fieno, pompelmo rosa ed erbe aromatiche, alla buona complessità affianca una intensità olfattiva piena e quasi esuberante.
Entra deciso e diretto sul palato, ben centrato, sapido, minerale con buona spalla acida e citrina, su cui si innesta la leggera influenza dell'uso del legno grande che dona concentrazione e struttura.

Fisc Friulano (l'annata non me la ricordo)




Il Fisc è la versione più evoluta del Friulano. E' il vino più impegnativo di quelli assaggiati, grazie ad una resa piuttosto bassa, alta densità di impianto e fermentazione e affinamento in botti di rovere di Slavonia per sei mesi.
Nel bicchiere è giallo paglierino intenso, con bellissimi riflessi dorati, che denotano già la complessità che verrà riscontrata all'esame olfattivo.
Al naso il bouquet è intenso e complesso e il legno non nasconde nessun sentore ma piuttosto lo rafforza, come il frutto tropicale e i fiori gialli; In bocca si percepisce l'eleganza che riveste di grazia una certa potenza del sorso, equilibrata da buona freschezza e eccellente sapidità.
Di certo non è un vino da tutti i giorni.

Merlot annata 2014


I Polencic sanno fare bene anche questo rosso (nonostante l'annata non proprio felicissima per la vite), ma in un modo che vi sorprenderà.
E' difatti un vino completamente diverso dal classico Merlot piacione e un piuttosto femminile che ritroviamo spesso in Toscana o anche nelle pianure venete.
Qui prevalgono la mineralità e l'acidità, tanto che mi ricorda piuttosto un gamay altoatesino. Tutto è dovuto al suolo e al particolare microclima che influenza la regione e Polencic rispetta e asseconda questa tendenza naturale senza forzature.

Nel complesso non ho trovato un vino che mi possa aver deluso anche lontanamente, mentre tutti mi sono senz'altro sembrati ben studiati e ben fatti, con la sola preoccupazione di tenere alta la qualità media e assecondare il terroir, senza eccessivi interventi in cantina.
Su tutti un plauso al Ribolla Gialla.


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