venerdì 29 gennaio 2016

Blanc de Morgex et de la Salle Vallèe D'Aoste Doc (2013) - Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle

Blanc de Morgex et de la Salle di Cave du Vin Blanc


Come sempre quando mi capita di bere un vino non propriamente comune provo una certa intima soddisfazione al momento dell'acquisto, pregustando poi il momento in cui dovrò stappare la bottiglia e goderne del contenuto.
In parte sarà dovuto al fatto che certi prodotti non ti capitano a caso, te li devi proprio andare a cercare e qui prevale la mia tendenza enoico-distintiva.
Ma in larga parte invece, prevale la mia naturale propensione alla curiosità di sapere come sarà quel vino che non ho mai assaggiato.
Tra i vini più rari, almeno tra quelli italiani, i prodotti della Valle d'Aosta sono un vero e proprio unicum enologico dettato da condizioni pedo-climatiche e dai vitigni utilizzati, uniti al fatto che visto l'esiguo quantitativo prodotto spesso sono anche vini introvabili fuori dal territorio d'origine.
Altro fattore non irrilevante è la presenza di numerosi vitigni autoctoni (rari) tra cui si potrebbero citare il Priè Blanc, Petit Rouge, Cornalin, Vien de Nus, Fumin, Mayolet, Premetta, Petit Arvin, Neyret, Vuillermin.

Alcuni di questi li ho già assaggiati e altri li assaggerò, ma oggi è la volta del Priè Blanc con cui si produce un ottimo Blanc de Morgex et de la Salle della cooperativa Cave du Vin.
Il Priè Blanc è un vitigno che nasce e cresce tra i 1.000 e i 1200 mslm, e questa caratteristica gli consente di ottenere il primato di vitigno coltivato più in alto d'Europa, cosa che si percepisce sia nel gusto che nei profumi, dove si può riscontrare la freschezza floreale data dagli sbalzi termici tipici della viticoltura di montagna, oltre ad una presenza sapida importante data dal terreno, combinato ad una beva coinvolgente e piacevole.

Tra l'altro la resistenza del Priè Blanc alle condizioni estreme (come le gelate primaverili) e l'altitudine alla quale viene coltivato hanno permesso al vitigno di sopravvivere agli attacchi della fillossera, tanto che la maggior parte delle viti sono su piede franco.
Come quasi tutti i vitigni che vengono coltivati in condizioni estreme ha una maturazione precoce e buona acidità.
Le origini sono incerte ma certamente è coltivato in Valle d'Aosta da tantissimo tempo ed è qui che si è evoluto assumendo le caratteristiche moderne.
Le condizioni climatiche locali rendono i parassiti spesso inoffensivi, con un uso modesto se non quasi inesistente di pesticidi. Allo stesso tempo gli interventi in cantina sono limitati allo stretto necessario, in modo da mantenere inalterata la peculiare espressività di un vino che nasce ai piedi del Monte Bianco.

Il Vallèe d'Aoste Blanc de Morgex et de la Salle, annata 2013, è di un verde paglierino molto scarico.
Ha un profilo olfattivo quasi timido, di sicuro delicato, dalla buona presenza minerale, mela verde, erba falciata.
In bocca fa un discreto salto di qualità con un sorso decisamente sapido, piacevolmente fresco, con una chiusura vegetale e una scia amandorlata.
E' leggermente sbilanciato sulle durezze, comunque poco spigolose vista la piacevolezza di beva e il profilo gusto-olfattivo composto di delicatezza ed eleganza.
Vino assolutamente da provare.





 

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