martedì 10 giugno 2014

NUITS ST GEORGE (2009) - CHANSON PERE & FILS


Non mi capita spesso di assaggiare vini francesi, sia per questioni di prezzo sia perché devo ammettere che non conosco come vorrei questa importante realtà enologica mondiale che compete con l'Italia per il primato della quantità di vino prodotta ogni anno; concorrenza che si sposta inevitabilmente anche sul primato qualitativo, in alcuni casi indubbio soprattutto in alcune produzioni d'eccezione e sapientemente pubblicizzate e valorizzate, più raramente in termini di qualità media.
E se lo Champagne lo abbiamo tutti bevuto almeno una volta nella vita, più raro è trovarsi ad apprezzare un buon vino della Borgogna, zona vitivinicola francese conosciuta per l'elevata qualità dei suoi Chardonnay, con le sue note vegetali, fresche e fruttate, e l'eleganza del Pinot nero, che in questa zona raggiunge altissimi livelli qualitativi.
E ancora più precisamente è la zona più settentrionale della Borgogna chiamata Cote d'Or, con il suo terreno ricco di calcare, a rappresentare il vertice qualitativo del Pinot nero nel mondo.
Questo vitigno poco produttivo ed esigente in termini di cure predilige un microclima piuttosto freddo, tanto che un'altra zona dove si esprime bene è la fredda Mosella in Germania.

Lo Chanson Nuits-Saint George, assaggiato in occasione di una serata Ais della delegazione di Monza e Brianza, è il tipico pinot nero della Borgogna.
Ha un naso elegante di sottobosco, spezie, terra bagnata e pellame, mentre al palato esprime tutta la sua raffinatezza e l'equilibrio dove alle note fruttate di sottobosco, si accompagnano tannini levigati, buona freschezza e sapidità.
L'unica nota forse un po' stonata è il finale non lungo o non abbastanza come mi sarei aspettato.

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